Morte di Davide Astori, avviso di garanzia per due camici bianchi

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morte di davide astori

Due medici risultano indagati nell’inchiesta sulla morte di Davide Astori, il calciatore della Fiorentina scomparso lo scorso marzo a Udine a causa di una patologia cardiaca

Ci sono due indagati per la morte di Davide Astori. L’ex capitano della Fiorentina era scomparso lo scorso marzo in occasione della trasferta di Udine, stroncato nella sua stanza di albergo da una fibrillazione ventricolare determinata da una patologia cardiaca. Così è stato acclarato da una perizia disposta dalla Procura del capoluogo friulano. Il calciatore, nello specifico, avrebbe sofferto di una forma iniziale di cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro.

L’inchiesta sul decesso di Astori ha portato nelle scorse ore all’iscrizione nel registro degli indagati di due medici. La Procura di Firenze aveva infatti disposto a una nuova consulenza per accertare se la malattia del calciatore potesse essere diagnosticata. I risultati avrebbero convinto i magistrati a spiccare i due avvisi di garanzia.

Gli indagati sarebbero due professionisti in servizio presso strutture pubbliche incaricate di certificare l’idoneità sportiva.

Una avrebbe sede a Firenze, l’altra a Cagliari, città per la cui squadra l’atleta ha militato prima di trasferirsi alla Roma e quindi alla ‘Viola’. Non risultano coinvolti, invece, i medici delle società sportive.

Secondo quanto anticipato ieri dal quotidiano La Nazione, gli esami effettuati da Astori a Firenze nei mesi di luglio del e del 2017 avrebbero evidenziato delle anomalie. Nello specifico, dagli elettrocardiogrammi effettuati nel corso delle prove da sforzo sarebbe emersa la presenza di extrasistole ventricolari. In particolare, il referto del tracciato del 2017, avrebbe sottolineato un’extrasistolia a due morfologie.

Intanto sulla vicenda è intervenuta con un comunicato il presidente della Fiorentina, Mario Cognigni, che tuttavia preferisce non commentare le notizie emerse dagli organi di stampa. “Il Club viola, da sempre vicino alla famiglia di Davide, ritiene doveroso mantenere – si legge in una nota – un rigoroso silenzio nel rispetto del ricordo del nostro capitano e dei suoi cari, in attesa di ulteriori sviluppi delle indagini in corso”.

 

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