Per il dottore del pronto soccorso che si occupò del paziente morto a causa di un infarto, i sintomi facevano pensare a un dolore articolare

Il 20 dicembre si è svolta la seconda udienza del processo che vede imputato un medico, coinvolto nel caso del paziente morto a causa di un infarto all’ospedale di Castiglione delle Stiviere.
Il medico del pronto soccorso dell’ospedale di Castiglione Javier Eduardo Cardenas Suarez, 50 anni, di origine colombiana avrebbe scambiato, per l’accusa, l’infarto in corso con dei dolori articolari.
È accusato di omicidio colposo per non aver riconosciuto i sintomi di un attacco cardiaco in uno dei suoi pazienti, morto a causa di un infarto subito dopo essere stato dimesso.

La vicenda

La vittima, Aldo Barosi di 44 anni, operaio della Indecast di Castiglione, è morto la notte del 6 luglio 2014. Quella sera aveva cenato mangiando un kebab, ma non si era sentito bene subito dopo. Alle due si era presentato al pronto soccorso del San Pellegrino.
L’uomo lamentava forti dolori alle braccia, al torace e nausea. Sintomi che, secondo la tesi accusatoria, erano indicativi di un infarto al miocardio.
Il medico l’aveva invece dimesso con la diagnosi di algia degli arti superiori.
Gli era stato somministrato un semplice antinfiammatorio.
Il 20 dicembre hanno deposto la mamma del deceduto e il suo compagno, oltre a due infermieri del triage. Poi si è passati all’interrogatorio dell’imputato.
Il medico ha affermato che quando si è presentato al pronto soccorso il paziente presentava dolori a entrambe le braccia e che il giorno prima, stando a quanto da lui riferito, aveva svolto lavori piuttosto pesanti. Inoltre la sera stessa aveva cenato in un kebab e non si era sentito bene.

Quanto alla testimonianza dei due infermieri, questi hanno ribadito che il dolore interessava entrambi gli arti e che furono fatti gli esami della pressione, della saturazione e al cuore, ma non quelli del sangue perché non se ne ravvisava la necessità.

Secondo l’accusa, il paziente avrebbe dovuto essere sottoposto ad esami diagnostici ancora più approfonditi, proprio in virtù della sintomatologia presente.
La famiglia della vittima si è costituita parte civile, con gli avvocati Angelo Villini, Aldo Pisani e Roberto Cuva. L’Avvocato Giuseppe Cannella difende invece l’imputato.
Il processo è stato fissato al 13 giugno 2018, data in cui saranno sentiti i periti.
 
 
 
 
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