La Procura ha emesso gli avvisi di garanzia in vista della perizia sulle cartelle cliniche di un bimbo morto a venti giorni dal parto in Romagna
Undici persone sono indagate a piede libero per omicidio colposo in cooperazione per il decesso di un neonato, morto a venti giorni dal parto. Si tratta di medici, anestesisti, ginecologi e ostetriche dell’ospedale di Ravenna, dove il piccolo è venuto alla luce.
L’episodio risale allo scorsa estate. Come ricostruisce il Resto del Carlino, il bimbo, figlio primogenito di una donna di Comacchio, era nato il 9 giugno, segnato da una grave asfissia. Trasferito all’ospedale Bufalini di Cesena, era deceduto il 29 dello stesso mese. Secondo quanto riportato nella denuncia querela presentata dai genitori, la gravidanza era stata presa in carico alla 37esima settimana dal reparto di Ginecologia e Ostetricia del nosocomio ravennate. In prossimità della 41/a settimana, la donna era stata ricoverata e il personale aveva tentato di indurle il parto. Dopo due giorni il piccolo era venuto alla luce ma, nonostante la rianimazione non aveva mai ripreso conoscenza.
Gli avvisi di garanzia spiccati nei confronti dei sanitari rappresentano un atto dovuto in vista della perizia sulle cartelle cliniche disposta dal Gip.
Nelle stesse ore, la Procura della Repubblica di Siena ha iscritto nel registro degli indagati otto medici.
Anche in questo caso nell’ambito di un inchiesta incentrata sulla morte di una neonata. La piccola vittima era venuta al mondo all’ospedale di Grosseto, ma a causa di complicanze insorte dopo il parto cesare era stata trasferita d’urgenza a Siena, dove purtroppo è deceduta a poche ore dalla nascita.
I magistrati, in seguito all’esposto presentato dai genitori, hanno aperto un’inchiesta per fare chiarezza su quanto accaduto. L’indagine, inizialmente contro ignoti, ha visto poi l’emissione di otto avvisi di garanzia. Un atto dovuto per consentire ai camici bianchi di nominare i propri consulenti in occasione dell’esame autoptico.
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