Finirà a processo un medico urologo per il caso di un uomo deceduto di tumore alla vescica: il cancro in un primo momento fu ritenuto benigno.
Un urologo del reparto di urologia dell’azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno è stato rinviato a giudizio per il decesso di un uomo, A.A., un 70enne morto di tumore alla vescica il 29 maggio 2017.
Un cancro che, in un primo momento, era stato giudicato benigno, ma che si era poi rivelato invece una patologia maligna, uccidendo l’uomo.
Le sue reali condizioni di salute, infatti, furono accertate troppo tardi, quando ormai non c’era più nulla da fare.
Nell’inchiesta è emerso che il paziente era stato visitato nella struttura ospedaliera nel 2016. In quell’occasione, però, non gli era stata diagnosticata correttamente la malattia.
Dopo il decesso, si è proceduto subito all’apertura di un fascicolo da parte della Procura che, attraverso un’indagine, ha ripercorso l’intera storia clinica del paziente dal 19 febbraio 2016, data in cui il 70enne si presentò al Ruggi per la diagnosi, fino al 29 maggio dell’anno successivo quando si registrò il decesso.
Adesso, il sanitario rinviato a giudizio, dovrà rispondere di omicidio colposo, come stabilito dal Tribunale di Salerno.
È stato il gup del tribunale campano, la dottoressa Pacifico che, all’esito dell’udienza preliminare, ha disposto il processo a carico dell’urologo.
Per questo presunto caso di malasanità, che ha visto il decesso del 70enne morto di tumore alla vescica, il professionista dovrà presentarsi il prossimo primo marzo davanti al giudice monocratico della terza sezione, dottoressa De Luca per l’avvio del dibattimento.
La famiglia della vittima, rappresentata dagli avvocati Silverio Sica ed Angela Cisale, si è già costituita parte civile.
Inoltre, i familiari hanno chiesto e ottenuto di chiamare in causa la azienda ospedaliera in qualità di responsabile civile.
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