Kick off a Pisa del progetto NEUHEART, per migliorare, attraverso l’integrazione bionica, la qualità della vita dei pazienti trapiantati

Migliorare la qualità della vita dei pazienti che hanno ricevuto un trapianto di cuore. Questo l’obiettivo del progetto NEUHEART, finanziato con 5 milioni di euro dalla Commissione Europea, all’interno del programma FET (Future and Emerging Technologies).

La Scuola Superiore Sant’Anna è capofila dell’iniziativa con tre dei suoi Istituti: Istituto di BioRobotica, Istituto di Scienze della Vita e Istituto Dirpolis (Diritto, Politica, Sviluppo). Il consorzio di ricerca si compone di altri cinque partner europei tra istituzioni di ricerca e piccole e medie imprese. Nei prossimi giorni è previsto “kick off meeting” a Pisa, per pianificare le attività di ricerca e di sviluppo che si protrarranno per quattro anni.

La caratteristica peculiare dei progetti FET è che per essere finanziati devono proporre ricerca a un livello di innovazione tale da risultare ad alto rischio di riuscita.

Questo alto rischio è controbilanciato, in caso di successo, da un’elevata ricompensa in termini di ricadute scientifiche, tecnologiche ed economiche. Ricadute tali da modificare interi paradigmi scientifici e tecnologici nel medio periodo.

“Il progetto NEUHEART – commenta il coordinatore del progetto, Silvestro Micera – si propone di aprire una nuova frontiera per la neuroingegneria affrontando una tematica complessa e clinicamente importantissima come il trapianto di cuore. Il nostro obiettivo è sviluppare un nuovo approccio per migliorare la qualità della vita dei pazienti post-trapianto”.

Il numero dei trapianti di cuore, effettuati ogni anno in tutto il mondo, è pari a circa 3500.

Si tratta, ad oggi, dell’ultima risorsa per un numero crescente di pazienti affetti da insufficienza cardiaca allo stadio terminale. La procedura corrente prevede l’espianto del cuore sano senza specifiche azioni sulle fibre nervose che lo innervano e ne controllano diversi parametri fisiologici. L’assenza della connessione nervosa tra cuore trapiantato e organismo del ricevente è fonte di complicanze a lungo termine che impattano negativamente sulla qualità della vita.

L’ambizione del progetto NEUHEART è quindi studiare in maniera approfondita la fisiologia nervosa del cuore, valutare nuove procedure chirurgiche che “salvino” le fibre nervose durante l’espianto e sviluppare così un sistema di interfaccia elettronica tra il sistema nervoso autonomo del ricevente e i nervi salvati dell’organo trapiantato, per ripristinare in maniera artificiale la comunicazione nervosa. In questo modo, sarà possibile migliorare significativamente la qualità della vita del paziente.

La messa a punto di questa tecnologia si inserisce pienamente nella scienza emergente della medicina bioelettronica.

Tale specializzazione si ripromette di affrontare diverse patologie attraverso la modulazione elettrica esterna del sistema nervoso autonomo.

Il progetto NEUHEART apre quindi la strada a un paradigma del tutto nuovo nei trapianti di cuore e nel trattamento delle insufficienze cardiache. In particolare, imposta un nuovo percorso  di ricerca finalizzato alla scoperta di nuovi approcci terapeutici e diagnostici traslabili con facilità alla pratica clinica, con lo sviluppo di nuova conoscenza fondamentale e ricadute sensibili anche sulla società e sui sistemi di sanità pubblica.

 

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