Faraone: slittamento del piano dovuto a difficoltà di valutazione del fabbisogno di personale a livello regionale

I pentastellati: supercazzola inaccettabile, che sa presa in giro nei confronti del Parlamento e dei cittadini

Lo scorso 30 dicembre, con il cosiddetto Milleproroghe, il Governo ha disposto il rinvio di un anno dei termini previsti dalla legge di stabilità 2016 relativamente all’adozione di un piano straordinario di assunzioni nel Servizio sanitario nazionale che consentisse il rispetto della normativa europea sull’orario di lavoro.
Di tale slittamento hanno chiesto conto ieri i deputati del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari sociali alla Camera, con un’interrogazione a prima firma Dalila Nesci rivolta al neo sottosegretario alla Salute, Davide Faraone. “L’estrema variabilità regionale in merito alle regole organizzative e ai sistemi informativi – ha affermato Faraone – ha determinato la necessità di effettuare numerosi incontri di gruppi tecnici, al fine di mettere a fattor comune possibili contributi, per addivenire ad una metodologia condivisa per la valutazione dei fabbisogni di personale. Tutto ciò ha portato alla proroga, disposta con decreto-legge n. 244 del 30 dicembre 2016, di un anno dei termini di cui della legge n. 208 del 2015, attualmente in fase di conversione al Senato”. Il sottosegretario, inoltre, ha sottolineato, come ulteriore elemento di difficoltà per una corretta valutazione dei fabbisogni di personale, il diverso livello dello stato di avanzamento della revisione della rete assistenziale ospedaliera e dell’emergenza-urgenza, in coerenza con gli standard del decreto ministeriale n. 70 del 2015, attualmente in fase operativa solo in alcune Regioni.
“Il governo ha risposto senza dire nulla”, hanno affermato i deputati pentastellati nel commentare le argomentazioni del rappresentante dell’Esecutivo – Insomma, hanno cercato di uscire dall’angolo al quale li avevamo costretti con una supercazzola inaccettabile, che sa presa in giro nei confronti del Parlamento e dei cittadini”. I 5 Stelle hanno poi sottolineato come  la direttiva europea sui turni e i riposi obbligatori sia stata recepita nel nostro Paese con ben 12 anni di ritardo e nonostante ciò, le assunzioni necessarie a coprire i turni di lavoro nella sanità pubblica debbano ancora venire. Il decreto Milleproroghe segna un ulteriore slittamento al 2018 soffocando, ancora una volta, la speranza di assunzione per medici, infermieri e altri operatori sanitari.
Per procedere alle assunzioni era stata prevista una previa ricognizione sui posti da coprire in tutte le Regioni, a cui sarebbero dovute seguire le relative autorizzazioni per le assunzioni. “Il governo – spiegano i deputati ‘grillini’ – ha ricevuto dalle Regioni i dati sul fabbisogno di personale ma a quel punto è cominciato un balletto a base di rinvii. Il Movimento 5 stelle aveva chiesto, attraverso le colleghe Giulia Grillo e Dalila Nesci, tutti gli atti in possesso del governo su detta ricognizione, nonché i dati riguardanti il fabbisogno effettivamente rilevato. Con una risposta pilatesca, il Ministero della Salute aveva aggirato la nostra richiesta di accesso. Anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, aveva eluso la nostra richiesta, avanzata con apposita interrogazione sulla metodologia di valutazione del fabbisogno regionale e sui dati reali certificati. Oggi l’ultimo capitolo, che – concludono – rende evidente come il governo non abbia determinato, o non voglia determinare, il fabbisogno. Per parte nostra non molleremo di un centimetro per avere quei dati e per obbligare il governo al rispetto della legge”.

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