Obbligo di vaccinazione, Anp: resta il rischio ammissione non vaccinati

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Giannelli: finché resta in vigore l’attuale legge sull’ obbligo di vaccinazione dovranno essere effettuati i controlli previsti dal Dpr 445/2000

“Ribadiamo la posizione da noi già espressa nei giorni scorsi relativamente all’ obbligo di vaccinazione e al rischio di ammettere nelle scuole i bambini non vaccinati”. Così il Presidente dell’Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola, Antonello Giannelli, al margine dell’incontro svoltosi al MIUR sul tema degli obblighi vaccinali.

Al centro della discussione gli adempimenti a carico dell’amministrazione scolastica, problema che l’ANP aveva posto con grande risalto, supportata da pediatri e insigni giuristi.

Giannelli ha espresso soddisfazione per la presa di posizione del Ministro Bussetti sul non ritenere responsabili i dirigenti scolastici in caso di autocertificazioni non veritiere. “Il Ministro ci ha garantito che le eventuali responsabilità connesse ad autocertificazioni non veritiere ricadranno esclusivamente sugli autori delle stesse”.

Il presidente dell’Anp ha poi specificato che finché resta in vigore l’attuale legge sugli obblighi vaccinali “dovranno essere effettuati i controlli previsti dall’art 71 del DPR 445/2000”. Ciò al fine di garantire la tutela della salute di tutti i bambini ed in particolare di quelli immunodepressi,

Per l’Associazione dei presidi, le autocertificazioni dovrebbero essere accettate solo ed esclusivamente laddove le ASL non siano in grado di rilasciare le certificazioni. Tale circostanza dovrebbe essere dichiarata dai genitori sotto la propria responsabilità.

Di tutt’altro tenore la posizione espressa da FlC Cgil.

Il sindacato ha invece chiesto al Ministro Bussetti di sostenere l’approvazione alla Camera dell’emendamento che prevede il differimento dell’obbligo vaccinale all’anno scolastico 2019/2020. Per l’Associazione è stato un errore addossare ai dirigenti scolastici la responsabilità di escludere dalla frequenza della scuola dell’infanzia i bambini non in regola. In tal modo, infatti, si sarebbe determinata una grave lesione del diritto allo studio tutelato costituzionalmente causando, tra l’altro, forti tensioni nei rapporti scuola-famiglia.

Per la Flc Cgil, quindi, è opportuna una revisione della legge che sappia tenere insieme i due diritti costituzionalmente garantiti della salute e dell’istruzione.

 

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