Secondo il Rapporto Meridiano Sanità 2016 il nostro Paese figura complessivamente in penultima posizione nell’UE a 14 Stati. Bene solo lo stato di salute. A livello regionale ampie divergenze tra nord e sud
Nel confronto internazionale il Sistema sanitario italiano si colloca agli ultimi posti in Europa. In Italia le risorse economiche destinate alla Sanità sono inferiori a quelle stanziate in altri Paesi (6,9% del Pil in Italia nel 2015, contro il 7,4 nell’Ue 14, il 7,7% del Regno Unito, l’8,6% della Francia e il 9,4%) e sono destinate a decrescere allargando la forbice che già ci separa dai partner europei.
E’ quanto emerge dall’Index 2016 di Meridiano Sanità, elaborato da The European House-Ambrosetti. Il rapporto, giunto all’undicesima edizione e presentato ieri a Roma, esprime una valutazione ottenuta confrontando 4 indici principali, ovvero efficienza dell’offerta sanitaria, qualità dell’offerta, salute della popolazione e capacità del sistema sanitario di rispondere ai bisogni di salute. La sintesi di tale sistema di valutazione attribuisce al nostro Paese un punteggio di 4,7 su 10, pienamente insufficiente rispetto alla media UE a 14 Stati. La classifica ci vede alla pari con il Portogallo e superiori solamente alla Grecia, fanalino di coda con 3,5.
In particolare l’Italia detiene il primato negativo per quanto riguarda efficienza e appropriatezza dell’offerta sanitaria, con un punteggio di 3,7, a fronte della media europea pari a 5,8 e al primato della Svezia (9,1). Le cose non vanno molto meglio sul fronte della capacità di risposta del sistema sanitario ai bisogni di salute, dove ci viene assegnato un punteggio pari a 3,7 contro una media di 6,6, e in notevole ritardo rispetto ai Paesi Bassi (8,2).
Il nostro Paese è invece allineato con l’Europa in tema di qualità dell’offerta sanitaria e responsiveness del sistema (5,4 contro media UE pari a 5,6), mentre dal punto di vista dello stato di salute la performance italiana (punteggio 6,1) è seconda solo alla Svezia e decisamente migliore alla media europea (4,9).
“Noi non siamo la Grecia – ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin intervenendo alla presentazione del Rapporto – Questo non vuol dire che da noi va tutto bene, ma vorrei che ci fosse meno il vizio italiano di vedere ‘l’erba del vicino sempre più verde’ e si valorizzassero i nostri punti forti. Secondo parametri oggettivi – ha sottolineato Lorenzin – siamo i primi in Ue sia in aspettativa di vita sia come possibilità di accesso dei singoli cittadini per le prestazioni di primo livello e stiamo facendo un poderoso lavoro di ristrutturazione del nostro sistema sanitario. Spero anche che passi la riforma del titolo V – ha concluso il Ministro – perché quello ci aiuterà anche a correggere alcune delle discrasie che ci sono state in questi anni”.
Sul fronte interno il Rapporto di Meridiano Sanità 2016 evidenzia, meno sorprendentemente, una notevole differenza di performance tra le Regioni italiane. Il Regional Index generale vede Emilia Romagna (7,2) e Lombardia (7) occupare le prime 2 posizioni. Seguono Trentino Alto Adige e Toscana con un punteggio pari rispettivamente a 6,9 e 6,7. Al Sud si riscontrano, invece, valori inferiori alla media nazionale. “
Le Regioni con le performance migliori (quelle del Nord) – spiega il Rapporto – sono anche caratterizzate da un livello di spesa maggiore e ricchezza maggiore. Inoltre, dove ci sono meno soldi si potrebbe usarli meglio, visto che in tema di efficienza e appropriatezza ed efficienza dell’offerta sanitaria si va dal 7,8 dell’Emilia al 3,6 della Sardegna passando per il 6,1 della media nazionale”.




