Tra i principali punti, spicca la previsione di un modello di organizzazione del 118 unitario su tutto il territorio nazionale e non frammentato Regione per Regione

Il Movimento 5 Stelle ha presentato al Senato una mozione per modificare il sistema attuale di organizzazione del 118. La mozione, nello specifico, impegna il Governo, a prevedere l’istituzione del modello organizzativo di base del Sistema di Emergenza Territoriale 118 nazionale su base dipartimentale, declinato sia ai centri di responsabilità di competenza provinciale, costituiti dalla Direzione provinciale del SET 118 e dalla rete delle postazioni di soccorso “mobili” e “fisse”, sia al centro di responsabilità di competenza regionale, al fine di garantire, in un contesto interdipartimentale, una visione unitaria dei processi.

Tra le priorità indicate dai pentastellati figura poi l’obbligo per le Regioni di definire piante organiche medico-infermieristiche dedicate e a stabilire, per i vari territori, un numero complessivo di postazioni medicalizzate ed infermierizzate in grado di assicurare intervento di soccorso sanitario potenzialmente salvavita sui codici rossi, in grado, quindi, di effettuare diagnosi e terapia di emergenza nel rispetto degli standard temporali per area urbana ed extraurbana e, contestualmente, di effettuare la ricognizione di tutti i medici formalmente assegnati al Servizio di emergenza e urgenza territoriale ma impiegati in strutture diverse da quella di assegnazione.

I senatori chiedono poi che sia garantita alla popolazione nazionale la possibilità di accedere direttamente, in caso di emergenza-urgenza sanitaria, al sistema 118, introducendo in modo omogeneo nel nostro Paese, a livello dei territori regionali, il modello di 112 “parallelo” e non “sostitutivo” rispetto agli altri numeri di emergenza.

La mozione mira, inoltre, ad assicurare che tutte le centrali operative del 118 siano dotate della tecnologia più moderna ed efficace di geolocalizzazione del chiamante; ad attivare l’ammodernamento tecnologico dei mezzi di soccorso e di collegamento del sistema informatizzato 118 con i sistemi informatizzati ospedalieri per la gestione dei dati sanitari e dei flussi di attività a bordo dei mezzi di soccorso; a sancire per gli operatori del SET 118 nazionale, medici, infermieri ed autisti-soccorritori inquadrati secondo rispettivi profili giuridici, specifiche indennità di rischio biologico ed ambientale, correlate con il contesto usurante e ad alto rischio obiettivo di infortunio ed aggressioni.

E ancora, si richiede che venga sancita la possibilità di affidare, nel contesto delle attività istituzionali del SET 118, l’attività di trasporto alle associazioni di volontariato sanitario attraverso specifiche convenzioni che indichino i requisiti dei mezzi privati e del personale adibito alla rete dell’emergenza.

Il tutto prevedendo per ciascuna Associazione affidataria del servizio in convenzione, di garantire la fornitura di equipaggi composti da autisti-soccorritori prevalentemente contrattualizzati, pur consentendo, secondo specifica programmazione regionale, la presenza di soccorritori volontari in affiancamento e supporto al personale assunto.

Soddisfatto il presidente del Sis 118, Mario Balzanelli. “Sono 23 anni – ha commentato – che il 118 nazionale è stato del tutto ignorato dal legislatore, e recentemente addirittura smantellato e snaturato, con la riproposizione di un modello di taxi sanitario degli anni ’80”. Per Balzanelli, dunque, ben venga, dunque, l’iniziativa dei parlamentari grillini.

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