Nuova esortazione del presidente della FNOMCeO in tema di violenza contro i medici, dopo il proscioglimento dell’uomo accusato di violenza sessuale nei confronti di una dottoressa nel barese.

“Questa brutta e penosa storia, che non rende giustizia alla vittima ma le infligge ulteriore dolore, dimostra, ancora una volta, che i medici e gli operatori sanitari che sono oggetto di violenza hanno spesso remore a denunciare il loro aggressore: perché minacciati, o per una sorta di pudore, per un senso di ingiustificata vergogna, o per non mettere in crisi la relazione con il paziente, o persino per non dover interrompere il turno in assenza di un collega che possa sostituirli”. 

Così il presidente della Federazione dei medici, Filippo Anelli, commenta la notizia del proscioglimento, a Bari, dell’uomo accusato di violenza  sessuale nei confronti di una dottoressa in servizio presso un ambulatorio di guardia medica della provincia del capoluogo pugliese.

Una decisione motivata dal “difetto di tempestiva querela”; la denuncia, infatti, era giunta oltre i termini, che ai tempi del fatto, nel 2017, erano di sei mesi.

Da qui il rinnovo della richiesta, da parte della FNOMCeO, che nel Disegno di Legge Antiviolenza attualmente all’esame, in sede referente, delle Commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali della Camera dei Deputati, sia prevista esplicitamente la procedibilità d’ufficio per chi aggredisce un operatore sanitario nell’esercizio delle sue funzioni. “Porteremo questa nostra istanza venerdì mattina al Tavolo permanente di lavoro sulla sicurezza, prontamente riattivato dal Ministro Speranza”, annuncia Anelli.

Il presidente della FNOMCeO ha espresso apprezzamento per le parole pronunciate al Congresso della FIMMG dal Ministro, che ha definito ‘inaccettabili’ le aggressioni, ribadendo la necessità che lo Stato si prenda cura di chi ci cura e sollecitando l’approvazione del DDL. “È a lui dunque – conclude Anelli – che ci appelliamo per avere presto una Legge giusta ed efficace, che preveda la procedibilità d’ufficio, l’aumento delle pene, la messa in sicurezza delle strutture e l’istituzione di presidi di polizia nei pronto soccorso”.

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