I risultati di uno studio pilota evidenzierebbero un calo della mortalità dei pazienti trattati con plasma iperimmune dal 15 al 6 per cento

La Regione Lombardia lancia la ‘Banca del plasma iperimmune’. Lo hanno annunciato il Governatore Attilio Fontana, e l’assessore al Welfare, Giulio Gallera, in occasione della presentazione di uno studio pilota sul plasma iperimmune, condotto dal Policlinico San Matteo di Pavia e dall’ospedale di Mantova con l’utilizzo del plasma di 46 pazienti guariti dal Covid-19.

Il nosocomio del capoluogo di provincia lombardo, da martedì 12 maggio, dunque, definirà il Protocollo per la donazione, e successivamente inizierà la raccolta del sangue e del plasma. I primi a essere contattati dalle Ats saranno i guariti. A quel punto, Avis inizierà la raccolta a partire dalle aree più colpite della Regione.

L’idea è quella di estendere la sperimentazione su numero significativo di malati, in modo da provare il plasma come strumento di cura.

Lo studio pilota portato avanti da Pavia e Mantova è partito il 17 marzo e si è concluso l’8 maggio. A ogni paziente sono stati prelevati 600 ml di sangue, un quantitativo necessario per l’infusione su due persone ancora affette dal virus. I risultati avrebbero evidenziato una calo della mortalità dei pazienti curati dal 15 per cento al 6.

“I risultati dello ‘studio pilota’ condotto dall’Irccs San Matteo di Pavia, applicato anche dall’ospedale ‘Carlo Poma’ di Mantova – ha detto Fontana – accendono una grande speranza per contrastare il coronavirus. Lunedì 11 maggio è un giorno importante per la Lombardia che, prima in Italia, ha completato una sperimentazione sull’utilizzo del plasma iperimmune condivisa con altre regioni italiane e all’estero, con gli Stati Uniti, che lo stanno già utilizzando nelle loro strutture sanitarie”

“Siamo molto orgogliosi – ha aggiunto l’Assessore Gallera – di questo risultato. La Regione Lombardia è abituata a lavorare seguendo regole e protocolli così da evidenziare poi i risultati ottenuti. Siamo l’unica Regione che ha un protocollo con risultati strutturati. Ma ciò che abbiamo fatto lo abbiamo già messo a disposizione del Paese, abbiamo dati tracciati su buon numero di pazienti. La strada scelta è stata dettata dalla scienza e ha l’obiettivo di salvare il maggior numero di vite possibili”.

Leggi anche:

INFEZIONE DA CORONAVIRUS: TRA TUTELA DEI LAVORATORI E RESPONSABILITÀ DATORIALI

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui