Praticantato dei medici: ecco come cambiano le regole

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Il decreto del ministero dell’Università 58 del 9 maggio 2018, che entrerà in vigore sabato prossimo, modificherà le regole riguardanti il praticantato dei medici.

Novità in arrivo per quanto riguarda il praticantato dei medici. Il decreto del ministero dell’Università 58 del 9 maggio 2018, che entrerà in vigore sabato prossimo, andrà a modificare le regole dell’abilitazione dei medici. E questo, di fatto, sostituendo le vecchie in vigore dal 2011(decreto 445).

In base alle nuove norme, il tirocinio di tre mesi verrà svolto durante il corso di studi e l’esame di Stato, che si potrà sostenere tre volte l’anno, consisterà in una batteria di 200 quesiti a risposta multipla.

La decisione di effettuare lo spostamento della pratica durante il corso di laurea, non prima del quinto anno e purché si sia in regola con gli esami fondamentali dei primi quattro anni di studi cambierà molte cose per gli studenti di medicina.

Quanto al tirocinio teorico-valutativo, questo consisterà nell’applicazione delle conoscenze biomediche e cliniche alla pratica medica. Inoltre, prevederà la risoluzione di questioni di deontologia professionale e di etica medica.

Lo studente dovrà infatti dimostrare di essere in grado di risolvere problemi clinici relativi alle aree della medicina e chirurgia, alla diagnostica di laboratorio e strumentale e alla sanità pubblica.

Altra novità che riguarda il praticantato dei medici è che i tre mesi di tirocinio potranno anche essere svolti non consecutivamente.

Ciò che conta è che vengano effettuati seguendo un certo programma. Un mese in area chirurgica, uno nell’area medica e il terzo, da effettuare non prima del sesto anno di corso, in medicina generale.

Ora, l’ultimo periodo dovrà tassativamente essere svolto presso l’ambulatorio di un medico di medicina generale in possesso dei requisiti individuati dalle convenzioni che le università stipuleranno con gli Ordini provinciali dei medici.

Un’altra informazione importante è quella che riguarda il superamento del tirocinio in questione.

Per due anni a partire da sabato prossimo – entro quindi il 16 giugno 2020 – chi non supererà il tirocinio con le nuove regole potrà essere ammesso all’esame di Stato secondo le vecchie norme, dunque sostenendo il praticantato dopo la laurea.

Solo col superamento del tirocinio – e una volta conseguita la laurea – il futuro medico potrà sostenere l’esame di Stato. Quest’ultimo dovrà essere effettuato nell’università in cui il candidato ha svolto l’ultimo anno di corso e si è laureato.

Per quel che concerne invece la prova di abilitazione, le nuove regole si applicheranno dalla sessione di esami di Stato di luglio del prossimo anno.  Questa si potrà svolgere in modalità telematica.

Ci saranno tre occasioni ogni anno per sostenerla e sarà composta da 200 quesiti a risposta multipla.

Cinquanta di queste domande riguarderanno le competenze mediche di base applicate alla pratica professionale. Inoltre, 150 quesiti saranno invece dedicati alle conoscenze biomediche e cliniche. Oltre, naturalmente, alla capacità del candidato di risolvere questioni di deontologia professionale ed etica medica.

Per superare l’esame occorrerà ottenere un punteggio di almeno 130 punti.

Chi non dovesse superarlo potrà riprovarci nella sessione successiva.

 

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