Quando un paziente sta a letto da troppo tempo: la sindrome ipocinetica

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La soluzione è nel lavoro di squadra

Sempre più spesso mi capita di seguire persone che si muovono molto poco. Queste terapie riguardano sempre utenti anziani e sempre per scelta decido di andare io a casa loro. Qui si apre il primo e fondamentale aspetto del mio lavoro di fisioterapista: invado le sfere più riservate della persona e spesso della famiglia.

Quindi neanche a dirlo… entro sempre in punta di piedi nella vita altrui e sempre con molta, moltissima umiltà.

Dunque le cause possono essere molte. Dall’ictus alla semplicissima pigrizia. Non rari i casi di BPCO (Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva tipica dei grandi fumatori). Ma più che starti a dire quali sono le cause, penso sia davvero più utile che tu sappia cosa fare per aiutare chi ti sta affianco in siffatte condizioni.

Partiamo dal presupposto che se l’allettamento dura da oltre un mese, è sicuramente indispensabile l’intervento di un fisioterapista. Comunque anche quando l’operatore sanitario arriva a casa, molto è quello che viene chiesto alla famiglia.

Molto in che senso ti starai chiedendo…

Non pensare a cose difficili. Il molto che intendo io è più che altro emotivo, vale a dire il fatto che per aiutare il tuo familiare dovrai aiutarmi a convincerlo che vale ancora la pena di rimettersi in piedi.

Poi dopo aver fatto breccia nella sua volontà dovremmo insieme trasformare gli atti quotidiani in momenti di fisioterapia. E a questo punto l’intervento del fisioterapista è solo di controllo ed assegnazione di nuovi esercizi e strategie.

Un esempio chiaro di questo agire metodologico è dire all’utente allettato di consumare i pasti seduto con le gambe fuori dal letto anziché sdraiato, o anche provare ad alimentarsi da solo piuttosto che farsi “imboccare” dagli altri. Ancora, in fasi differenti, sono anche il mettersi in piedi e sedersi 3 o 4 volte prima di alzarsi definitivamente dal letto per andare a sedersi sulla poltrona.

Oltre a questo ovviamente un buon fisioterapista insegna anche ai familiari come evitare di farsi male alla schiena per aiutare i propri cari ad eseguire questi “esercizi di vita quotidiana”.

Insomma in definitiva per uscire da una sindrome ipocinetica o allettamento è necessario che fisioterapista, utente e famiglia lavorino in equipe e lavorino proprio sul movimento!

Al fisioterapista ovviamente spetta il compito più oneroso di regista di tutto il processo, ma ovviamente facendolo con passione ed amorevole dedizione a noi riesce davvero bene: con fatica sì, ma anche con grande soddisfazione.

Quando una persona mi dice: grazie Paolo… senza di te come avrei fatto?! Il mio lavoro è finito e nel vedere ogni volta i suoi occhi divenire lucidi non posso far altro che essere soddisfatto del mio operato e lasciare che anche i miei di occhi facciano lo stesso.

MeRiBen La FISIOPALESTRA
Via B Annarumi, 19 – Genzano di Roma
069391353 Fb Meriben Coop

Dr. Paolo Scannavini

Kinesioogo e Fisioterapista
Responsabile fisioterapia MeRiBen
Mysa Trainer

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