L’ipotesi di reato, per ora provvisoria, a carico dei camici bianchi, membri della Commissione disciplinare, è di abuso di ufficio in concorso. L’OMCeO: su radiazione Venturi agito secondo le regole previste dalle disposizioni legislative vigenti

La Procura di Bologna ha iscritto nel registro degli indagati nove medici della Commissione disciplinare dell’Ordine dl capoluogo felsineo. Si tratta dei camici bianchi che lo scorso novembre votarono a favore della radiazione dall’Albo dell’assessore alla Sanità dell’Emilia Romagna Sergio Venturi. Un provvedimento dettato dalla decisione dell’assessore di proporre una delibera che consentiva la presenza a bordo delle ambulanze del solo personale infermieristico specializzato, senza medici.
I professionisti, spiega una nota dei carabinieri – “saranno iscritti per l’ipotesi di reato, per ora provvisoria, di abuso d’ufficio in concorso”. Nei prossimi giorni saranno interrogati. Nessun avviso di garanzia, invece, per il presidente dell’Ordine Giancarlo Pizza, che non presenziò alla commissione.
“Non voglio commentare un’indagine in corso – ha commentato all’Ansa Venturi – né tanto meno i suoi sviluppi. Posso solo ribadire ciò che ho già detto: la mia radiazione dall’Ordine dei medici è stata decretata sulla base di un atto della Giunta regionale e della mia attività in quanto assessore, senza che nulla c’entrasse il fatto che sono un medico. Una chiara invasione di campo per ragioni, ne resto convinto, strumentali, visto l’attivismo del presidente dell’Ordine di Bologna che più volte e in maniera chiara si è contrapposto alla Regione per le sue politiche, a partire dall’obbligo vaccinale che per primi abbiamo introdotto in Emilia-Romagna a tutela della salute pubblica”.

Venturi si dice certo “che la verità dei fatti emergerà per quella che è”.

“L’operato disciplinare della Commissione Medica di quest’Ordine è già stato sottoposto al controllo di varie Autorità giudiziarie, dalla Commissione Esercenti le Professioni Sanitarie alla Corte di Cassazione alla Corte Costituzionale, iniziative alle quali si è aggiunta, da ultimo, una ulteriore verifica in sede inquirente che ci si augura promossa al fine di escludere la ricorrenza di rilievi penali nei conflitti di attribuzione già lamentati dalla Regione e dall’iscritto Dott. Venturi. Quest’ultima circostanza – si legge in una nota dell’Ordine – nulla aggiunge o toglie alla convinzione dei Commissari tutti d’aver agito secondo le regole previste dalle disposizioni legislative vigenti e nella piena consapevolezza che qualunque decisione, come qualunque azione – deontologica o giudiziale – possa e debba essere verificata nelle varie forme e nei vari gradi di giudizio ammessi dall’ordinamento”.
“In tale convinzione quest’Ordine ha cercato di prestare la propria piena collaborazione istituzionale all’Autorità inquirente in ogni occasione in cui gli sono stati richiesti elementi conoscitivi e del pari in tale consapevolezza ci si attende che ogni dubbio – anche il più spiacevole – possa essere fugato con il concorso di tutte le citate Autorità investite dei casi e delle vicende prodottesi, continuando in ogni caso ad esercitare con serenità e convinzione quei compiti e quelle funzioni istituzionali conferite sia dal legislativo che dal deontologico, con alcuna presunzione di infallibilità”.
 
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