Promossa da FNOMCeO e Slow Medicine un’indagine su esami diagnostici, trattamenti e procedure non necessarie nella pratica clinica corrente
FNOMCeO e Slow Medicine hanno presentato nei giorni scorsi i risultati di un’indagine effettuata presso i medici italiani su esami diagnostici, trattamenti e procedure non necessari nella pratica clinica corrente richiesti dai pazienti. La ricerca, che ricalca il modello di un sondaggio svolto a fine 2015 negli Stati Uniti, è partita da un questionario portato a termine, tramite i siti web delle due realtà, da 3688 (più dell’1% dei medici italiani) dei 4262 camici bianchi coinvolti (40% specialisti, 33% MMG, 26% liberi professionisti).
Dall’indagine emerge che il 55% dei medici ritiene che la frequenza di richieste di test, trattamenti e procedure non necessarie rappresenti un problema rilevante; la quasi totalità dei medici (93%) lo considera in ogni caso un problema molto o abbastanza serio. Il 59% degli intervistati dichiara di ricevere almeno una volta a settimana la richiesta di tali misure (il 13% addirittura ogni giorno). Il 66% tuttavia afferma che i pazienti seguono sempre, quasi sempre o spesso il consiglio di evitare tali misure. In tal caso la quasi totalità dei medici (95%) si sente molto o abbastanza sicuro del consiglio dato. In caso di insistenza del paziente il 36% dei rispondenti dichiara di prescrivere un test, un trattamento o una procedura pur ritenendolo inutile.
I medici sembrano comunque consapevoli del loro ruolo e delle loro responsabilità nell’affrontare il fenomeno, pronti ad assumersi responsabilità e con le idee chiare sugli strumenti da impiegare. Tra tali strumenti i medici mettono al primo posto (88%) il tempo per la relazione di cura, per il dialogo e la discussione, il poter disporre di materiale EBM (evidence based) “sulla scrivania”, per poter meglio illustrare le motivazioni e aiutare il paziente a scegliere (84%); a seguire, interventi a livello legislativo, primo tra tutti la riforma della legge sulla responsabilità professionale (83%).
“In conclusione, dai risultati dell’indagine emerge tra i medici italiani che hanno risposto al questionario – affermano Sandra Vernero e di Guido Giustetto, promotori rispettivamente per Slow Medicine e per Fnomceo dell’iniziativa – la piena consapevolezza del fenomeno della prescrizione di esami e trattamenti non necessari e del fatto che il medico abbia in assoluto il ruolo più adatto per affrontare il problema.
Tra le misure da mettere in atto vengono indicate come prioritarie, oltre alla riforma della legge sulla responsabilità del medico, l’esigenza di una maggior sicurezza per fronteggiare il fenomeno, che sembra indicare l’opportunità di iniziative di informazione e formazione sul tema, e la necessità di avere più tempo da dedicare alla relazione con il paziente e di padroneggiare gli strumenti della comunicazione.
Dall’insieme di questi dati emergono ancora due indicazioni: la volontà dei medici di essere coinvolti in processi di condivisione dal basso delle scelte, e non essere soggetti ad imposizioni “per decreto”, e la richiesta che i cittadini possano ricevere su questi temi un’informazione istituzionale indipendente”.



