Cgil Cisl e Uil Medici non parteciperanno allo sciopero generale indetto dall’Intersindacale Medica, il perché spiegato in una nota congiunta

Fp Cgil Medici, Cisl Medici e Uil Fpl Medici non parteciperanno allo sciopero generale indetto dall’Intersindacale Medica per il prossimo 16 dicembre, nel segno dell’hashtag #nonèlavoltabuona. I tre sindacati anno motivato questa scelta, definita “le ragioni di una scelta, ovvero la scelta della ragione”, in una nota congiunta.

Il 30 novembre, infatti, Fp Cgil Medici, Cisl Medici e Uil Fpl Medici hanno firmato quello che è l’oggetto dell’insoddisfazione dell’Intersinadacale e motivo dello sciopero generale: l’intesa con il Governo che prevede dopo sette anni un aumento di 85 euro medi al mese per medici, veterinari e dirigenti medici pubblici. “Poco più di due caffè al giorno”, polemizza l’Intersindacale Medica.

“Il protocollo di intesa tra governo e sindacati confederali del 30 novembre”, ribattono Cgil, Cisl e Uil Medici, “dopo sette anni di blocco contrattuale consente la riapertura della trattativa anche per i dirigenti medici e sanitari”. Protocollo a cui loro stessi hanno partecipato nel realizzare, sottolineano.

I leader dei tre sindacati hanno infatti espresso pochi giorni fa grande soddisfazione per il risultato raggiunto.

La segretaria della Cgil, Susanna Camusso ha dichiarato: “Abbiamo fatto un buon lavoro, che rende possibile riaprire la stagione per i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego. Il governo si è impegnato a modificare la legge Brunetta e la buona scuola”. Inoltre, “il governo si è impegnato a prorogare i contratti in scadenza per i precari della PA”.

Per il segretario della Uil Carmelo Barbagallo, “un accordo così un anno fa ce lo potevamo sognare. Per il bonus 80 euro si è trovato un salvagente nella contrattazione sarà la scala parametrale, che sarà rivista, ad assicurarlo”.

“Siamo soddisfatti e contenti per l’accordo raggiunto sullo sblocco della contrattazione sul pubblico impiego”, ha dichiarato infine la segretaria Cisl Annamaria Furlan. “L’aumento di 85 euro rappresenta una cifra dignitosa e abbiamo stabilito che il contratto prevale sulla legge, la legge Brunetta è stata così superata. Avremo buste paga più pesanti e più qualità per il lavoro e i servizi pubblici”.

Nella nota congiunta, poi, sono stati spiegate ulteriormente le motivazioni della mancanza di adesione allo sciopero generale.

Per i tre sindacati, infatti, grazie all’accordo con il Governo sono stati raggiunti “la riaffermazione della primazia della contrattazione, rispetto alla legge, con il contestuale superamento dei pericolosi ricorsi agli atti unilaterali da perte delle aziende; nuovi sistemi di valutazione per garantire una adeguata valorizzazione delle professionalità e delle competenze; la semplificazione dei fondi di contrattazione aziendali; il superamento del precariato con la garanzia dei rinnovi dei contratti precari in essere; la conferma della durata dell’attuale orario di lavoro; la fiscalità di vantaggio per la produttività; lo sviluppo della previdenza complementare e l’introduzione di forme di welfare contrattuale”.

Si legge ancora nella nota che per la parte economica “certamente c’è bisogno di avere chiarezza sugli aumenti contrattuali per la dirigenza medica e sanitaria, e il governo, in primo luogo, deve incrementare a tal fine il Fondo sanitario nazionale. Ma dal nulla ottenuto fino ad oggi partiamo da ‘incrementi contrattuali in linea a quelli riconosciuti mediamente ai lavoratori privati, e comunque non inferiori a 85 euro medi”.

“Il governo si è impegnato a garantire specifici stanziamenti di risorse, in accordo con le regioni. Una partita, quella economica, tutta da giocare e per la quale chiediamo e chiederemo più risorse certe. Adesso è tempo di sedersi al tavolo e di trattare, pronti anche a nuovi scioperi se non saranno rispettati i punti dell’intesa e se gli aumenti saranno insufficienti. Ecco perché, pur rispettando le ragioni di chi vuole scioperare il 16 dicembre, noi non aderiamo. Tutto qui. Molta concretezza e pochi proclami. Noi il sindacato lo sappiamo fare così”, concludono Cgil Cisl Uil Medici.

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