La piccola, secondo l’ipotesi accusatoria sarebbe deceduta a causa di una Sofferenza ischemica intrauterina acuta. A detta dei periti della Procura, un cesareo avrebbe potuto salvarla

La Procura di Bergamo ha chiuso le indagini sul decesso di una bimba, morta la sera del 20 novembre 2019, poco dopo la nascita al Policlinico di Ponte San Pietro. ’L’inchiesta era partita dall’esposto presentato ai carabinieri dai genitori della piccola, una giovane coppia residente a Brembate. A causare il decesso sarebbe stata una sofferenza ischemica intrauterina acuta.
In base a quanto ricostruito dal Giorno, la gravidanza si era svolta senza problemi. La data presunta del parto era il 14 novembre. Dopo alcuni giorni, la mamma si era fatta  visitare all’Ostetricia del Policlinico, ma i medici non avevano riscontrato criticità. La mattina del 20, giorno fissato per una nuova visita, la donna era tornata in ospedale in seguito alla rottura delle acque. Alle 16 aveva iniziato il travaglio. La bimba era nata intorno alle 21.30, ma poco le 22, nonostante le manovre eseguite dalla pediatra e da due rianimatori, il suo cuoricino aveva smesso di battere.
Inizialmente erano finiti sul registro degli indagati, con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, i nomi di 13 sanitari, tra medici e infermieri. Ora, in seguito agli accertamenti medico legali, le attenzioni del pubblico ministero si sono concentrate sulla ginecologa che prese in carico la mamma fino alle 20, orario della fine del suo turno.

Secondo i consulenti della Procura, la dottoressa avrebbe agito con imperizia, mal interpretando il tracciato che monitorava lo stato della bambina e facendo delle scelte sbagliate. In particolare non avrebbe disposto l’esecuzione del taglio cesareo.

Gli esperti, infatti, avrebbero ravvisato delle anomalie cardiotocografiche, indicative di uno stato di stress fetale. A loro avviso, se la donna fosse stata condotta in sala operatoria entro le 20,  ci sarebbe stata una “altissima probabilità” di salvare la piccola. L’unica grave ripercussione avrebbe potuto essere  una lieve acidosi reversibile. Invece per due ore alla bimba sarebbe arrivato poco ossigeno.
Secondo il consulente della ginecologa, invece, almeno fino alle 20 il tracciato sarebbe stato nella norma. Nello specifico, non avrebbe indicato alcuno stato di sofferenza della piccola. Pertanto la scelta del medico di non optare per il cesareo sarebbe stata corretta in quanto la bimba era già incanalata per il parto naturale.
La dottoressa potrà ora depositare una memoria difensiva o farsi interrogare dal Pm. Spetterà poi alla Procura decidere se chiedere il processo. Per gli altri indagati, invece, è stata già richiesta l’archiviazione.
 
Credi di essere vittima di un caso di errore medico? Scrivi per una consulenza gratuita a medicolegale12@gmail.com o invia un sms, anche vocale, al numero WhatsApp 3927945623
 
Leggi anche:
MUORE PER UNA PERITONITE, DEPOSITATA DENUNCIA IN PROCURA
 

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui