L’operatrice sanitaria sarebbe stata aggredita con spintoni e minacce verbali dopo che un paziente aveva avuto un malore mentre passeggiava nel reparto con la moglie

Ha subito un’aggressione con tanto di spintoni e minacce da parte dei parenti di un paziente ricoverato. E’ successo domenica mattina all’ospedale di Benevento. La vittima è un’infermiera di Medicina, da poco assunta presso la struttura sanitaria.

A spiegare l’accaduto, come  riporta il Mattino, è stata una collega rappresentante del locale ordine delle professioni infermieristiche (Opi), Annarita Marra. “Tutto è accaduto all’improvviso – riporta la consigliera – in seguito a un malore di un paziente che, mentre stava camminando con la moglie nel corridoio del reparto, ha dichiarato di non sentirsi bene”.

L’infermiera avrebbe invitato l’uomo a tornare in camera e stendersi sul letto in attesa dell’arrivo del medico. A quel punto sarebbe scattata l’aggressione da parte dei familiari, che l’avrebbero spintonata e minacciata verbalmente. Per il nosocomio beneventano si tratta del secondo episodio di violenza nel gito di pochi giorni. Il 24 gennaio, infatti, un medico del pronto soccorso era stato aggredito verbalmente dai parenti di un’anziana paziente.

Una situazione, che secondo l’OPI del capoluogo di provincia campano, deriva anche dalla carenza di personale necessario per prestare la dovuta assistenza a tutti i pazienti.

Molti di questi, infatti, presentano esigenze particolari in quanto anziani, tracheotomizzati o malati di Sla. Una situazione ingestibile, dunque, che degenera continuamente in episodi di aggressioni e minacce.

Sulla stessa linea anche la sezione provinciale del sindacato FP Cgil – Sanità privata. Gli episodi di violenza, secondo il coordinatore Pompeo Taddeo, rappresentano “il risultato di una situazione che, purtroppo, denunciamo da troppo tempo senza essere ascoltati”.

“Nel reparto di Medicina – aggiunge Taddeo – solo quattro infermieri nel turno di mattina e due per il turno di notte devono occuparsi di circa quaranta degenti (di cui dodici di geriatria e ventotto di medicina). Il personale è esasperato e a questo punto è necessario un tavolo tecnico per affrontare il problema”.

 

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