Stalking ai danni di una dottoressa, 51enne rischia pena di otto mesi

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stalking ai danni di una dottoressa

Chiesta la condanna di un uomo della provincia di Bari accusato di stalking ai danni di una dottoressa di guardia medica. Il camice bianco aveva denunciato anche un episodio di violenza sessuale ma il reato era stato dichiarato improcedibile

La Procura di Bari ha chiesto la condanna a otto mesi di reclusione, con sospensione della pena sospesa, per un 52enne accusato di stalking ai danni di una dottoressa di guardia medica. I fatti risalgono all’autunno del 2016. Gli atti persecutori denunciati dalla vittima e accertati dagli inquirenti sarebbero iniziati nel mese di ottobre di quell’anno e avrebbero costretto il medico, nei mesi successivi, a cambiare tre diverse sedi di lavoro.

La professionista, secondo il Pubblico ministero titolare del fascicolo, sarebbe stata vittima di “un’opera di lenta e crescente persecuzione”. L’indagato, infatti, in base a quanto scritto nel capo d’imputazione, avrebbe maturato “una vera e propria ossessione” nei suoi confronti.

L’uomo era paziente del medico fin dal maggio 2016. Si recava spesso in ambulatorio, in provincia di Bari, per farsi misurare la pressione, ma soprattutto, in base a quanto raccontato dalla vittima,  per “chiacchierare”. La disponibilità all’ascolto sarebbe stata travisata dall’imputato, il quale, “in modo pressante e vessatorio, iniziava a perseguitare insistentemente” la donna. Il tutto attraverso “una serie continua e reiterata di telefonate, di messaggi telefonici e di azioni moleste e minacciose”. Una condotta che finiva per ingenerare nella persona offesa “un sentimento crescente di ansia e di paura per la propria incolumità”.

Il camice bianco, nel settembre del 2017, aveva deciso di sporgere denuncia

Oltre a riportare le minacce subite, aveva riferito anche di essere stata stuprata all’interno dell’ambulatorio. Il reato di violenza sessuale, tuttavia, era stato dichiarato improcedibile dal Tribunale del Riesame per querela tardiva. La denuncia, infatti, era arrivata tre mesi dopo la scadenza dei termini previsti dalla legge. L’uomo, pertanto, era stato scarcerato, con concessione prima dei domiciliari e poi della misura alternativa del divieto di avvicinamento alla vittima.

Nei mesi scorsi, come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, il difensore dell’imputato ha chiesto e ottenuto per il suo assistito l’esecuzione di una perizia psichiatrica. L’esame ha evidenziato che l’uomo sarebbe affetto da un “vizio parziale di mente”. Un “disturbo bipolare cronico con caratteristiche psicotiche” che, tuttavia, gli consente di essere ritenuto capace di intendere e volere e quindi di essere giudicato. La sentenza, è attesa per il prossimo aprile.

 

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