Rosa (nome di fantasia, la protagonista vuole restare anonima) vive a Macerata ed è stata già vittima nel 2011 di atti intimidatori da parte del marito da cui si è separata nello stesso anno. Da quel giorno nella vita di Rosa qualcosa è cambiato.

Pochi giorni fa, nella copia recente della querela presentata ai Carabinieri di Macerata, Rosa fa presente che dopo la separazione (e quattro anni trascorsi), qualcuno ancora prova a spaventarla: le hanno inciso una croce sul cancello di casa. Non è tutto. Un ragazzo con i «capelli lunghi», si apposta per lunghe ore di fronte il suo palazzo, come ad osservare i suoi movimenti. Rosa vive con i due figli e la madre, la donna anziana che a sua volta, ha ricevuto minacce intimidatorie il 17 settembre scorso quando «ignoti» le hanno tirato dei sassi alla finestra.

Le minacce_ Il 2 ottobre invece, trova nella cassetta della posta una busta (senza francobollo) con dentro un foglio bianco e una croce disegnata a penna. Quello che Rosa fa notare, senza accusare nessuno in particolare, è che il suo cane reagisce vivacemente in presenza di estranei al portone, ma in quell’occasione non ha nemmeno abbaiato: «questo mi fa pensare che si tratti di persone non estranee alla casa». La famiglia è già segnata da altri episodi post separazione nel 2011: l’incendio doloso di un casolare di campagna in cui si trovavano Rosa e i suoi figli, sempre ad opera di ignoti, il tentativo del marito di picchiare la suocera accusandola di avergli rubato 70 euro o quando, sempre il marito, ha chiuso i figli dentro una camera e li ha obbligati a scrivere una lettera (utile come prova per il suo avvocato) contro Rosa, che durante le liti veniva picchiata e mandata via di casa. Una volta l’uomo ha provato anche a metterla sotto con l’auto ma non c’è riuscito.

La prima denuncia_ Poco dopo la separazione il marito ha cominciato a rivolgerle ingiurie e minacce, tanto da esasperare Rosa che decide di sporgere denuncia penale il 22 novembre 2012, poi successivamente rimossa. Rosa è terrorizzata all’idea che ancora oggi il marito possa farle del male e far del male ai suoi figli, come sta già facendo: ha chiesto una riduzione a 150 euro al mese per il mantenimento  dei ragazzi, che il Tribunale aveva invece fissato in 700 euro, oltre al fatto che il marito, ha dichiarato tramite il suo avvocato di non voler più contribuire mensilmente. «Mi hanno pignorato la cucina» conclude Rosa che non sa come affrontare tutte le spese di casa da sola. Vive con il terrore di uscire perché pedinata da qualcuno costantemente e spera che la pattuglia di carabinieri che passa sotto casa sua ogni tanto possa allontanare queste persone. Ma non basta.

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