Due infermieri sono stati condannati a 7 mesi di reclusione per stalking nel reparto di Malattie Infettive nei confronti di una loro collega
Un grave episodio ha coinvolto due infermieri sindacalisti all’ospedale Perrino di Brindisi: i due sono stati condannati per stalking nel reparto di Malattie Infettive.
Il reato sarebbe stato compiuto nei confronti di una collega.
“Azione persecutoria ai danni della collega, anche nel periodo della gravidanza, sfruttando il peso della sigla sindacale“. Con questa la motivazione è scattata per i due infermieri una condanna a sette mesi di reclusione per stalking nel reparto.
Condannati il 68enne Francesco Pollasto e il 46enne Luigi Bianco, accusato anche di tentata violenza privata.
Minacce e ricatti sarebbero quello che la donna ha dovuto subire. Al punto di dover ricorrere, in un’occasione, al pronto soccorso. Fino alla inevitabile denuncia.
Il pm aveva chiesto per gli imputati una condanna a un anno di reclusione.
L’infermiera, costituitasi in giudizio come parte offesa, è stata rappresentata dall’avvocato Rolando Manuel Marchionna. Una provvisionale è stata disposta in attesa della quantificazione del danno in sede civile.
I due infermieri, avrebbero adottato condotte “reiterate, insistenti e durature”. Molestavano sul luogo di lavoro la collega quotidianamente.
La ragione? “Non accettavano l’incarico di referente infermieristico con mansioni di coordinatrice” conferito alla collega.
Inoltre, “mediante pretestuose iniziative sindacali” portavano avanti “una estenuante battaglia sindacale e personale“.
E non è finita qui.
I due condannati avrebbero anche “inviato numerose lettere al direttore sanitario, nelle quali ingiustificatamente lamentavano problematiche inesistenti e incompetenza della collega, non rispettando le mansioni loro assegnate; la intimidivano, la denigravano e la offendevano, anche sminuendola davanti ai colleghi e ai pazienti”.
Con la loro condotta, per il pubblico ministero, hanno “cagionato alla donna un perdurante e grave stato di ansia, diagnosticato anche da un referto medico”, allegato alla denuncia sporta il 27 giugno 2012.
Inoltre i due avrebbero “volontariamente suonato i campanelli dei pazienti in modo tale da interrompere l’attività di referente”.
In un’altra occasione, la donna “venne raggiunta nello spogliatoio da Pollasto e Bianco, che con fare minaccioso la misero vicino al muro“.
Il primo urlò: “Ringrazia Dio che sei una donna, perché adesso finiva male”. Successivamente sferrò un pugno contro il muro facendo saltare una gruccia.
Episodi di stalking nel reparto che hanno condotto la donna a prendere provvedimenti.
Secondo il giudice, “risulta chiaramente come gli imputati abbiano posto in essere una sistematica e pervicace azione persecutoria e molesta, di contrasto e intimidazione diretta e personale nei confronti dell’infermiera, evidentemente finalizzata a impedire che la stessa continuasse a svolgere il ruolo di referente, al quale ambiva Pollasto“.
A nulla sono valsi i tentativi dei due infermieri di camuffare la loro condotta come mera azione sindacale.
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