Trasferimento intrauterino di embrioni dopo la morte del partner: il caso

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compilazione della cartella clinica

La morte del partner non ha impedito alla ricorrente di ottenere il trasferimento intrauterino di 2 embrioni crioconservati. Lo ha deciso il Tribunale di Lecce, con una ordinanza del 24 giugno scorso

La vicenda

Con ricorso cautelare una donna aveva chiesto al Tribunale di Lecce di ordinare al centro medico specializzato di eseguire il trasferimento intrauterino degli embrioni provenienti da lei e dal marito defunto ivi conservati e, in caso di esito positivo di riconoscere al nascituro lo status di figlio legittimo di quest’ultimo.

A sostegno della propria domanda la ricorrente aveva dichiarato di essere sposata col predetto e di aver avuto in costanza di matrimonio un solo figlio.

Nel 2015 si erano rivolti ad un centro specializzato per eseguire la pratica di procreazione medicalmente assistita e di li a poco le venivano impiantati 2 embrioni e crioconservati altri 2 poiché in sovrannumero.

Senonché nel gennaio del 2019 l’uomo moriva a causa di un carcinoma. 

Il Tribunale di Lecce (ordinanza del 24 giugno 2019) ha accolto la il ricorso per le ragioni che seguono.

Dalla scheda embriologica della coppia era emerso l’avvenuto impianto nella ricorrente di 2, dei 4 embrioni prodotti con la PMA, nonché la successiva crioconservazione degli altri di due dei quali la ricorrente chiedeva il reimpianto.

Essendo, quindi, già avvenuta la fecondazione dell’ovulo il giudice salentino ha ritenuto del tutto irrilevante ogni profilo circa la permanenza o meno del consenso alla PMA da parte del coniuge, poi deceduto.

E, in ogni caso dalla documentazione prodotta in giudizio era emerso che la coppia, sino a qualche giorno prima dell’infausto evento, stesse svolgendo tutti gli esami preliminari per l’impianto degli ulteriori due embrioni crioconservati così palesandosi la volontà del defunto in ordine alla prosecuzione verso il completamento della procedura di PMA.

Il Tribunale di Lecce ha così, disposto il trasferimento intrauterino degli embrioni conservati nel centro medico.

Nulla, invece, ha disposto in ordine al riconoscimento dello status di figlio legittimo, non essendo questi ancora venuto ad esistenza e, comunque, avendo già la legge positivamente disciplinato lo status di figlio legittimo dei soggetti nati a mezzo PMA.

La redazione giuridica

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