Per l’anziano, a cui era stato diagnosticato alcuni mesi fa un tumore maligno al fegato, non c’erano alternative terapeutiche. Il ricovero è durato complessivamente meno di una settimana.

Un paziente di 91 anni di origini abruzzesi è stato operato con successo all’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma per l’asportazione di un cancro di 9×7 centimetri. All’uomo, vedovo con tre figli, lo scorso luglio era stato diagnosticato un tumore maligno al fegato localizzato nella zona centrale, nelle adiacenze delle strutture principali glissoniane dell’organo.

Dopo una serie di consulti, l’anziano ha deciso di rivolgersi al professor Gian Luca Grazi, direttore di chirurgia epatobiliopancreatica della struttura sanitaria capitolina.

“Non erano presenti alternative terapeutiche per questo caso”, spiega  l’esperto. Le terapie percutanee e quelle endoarteriose, infatti, non avrebbero garantito i risultati terapeutici ottenuti.

Il 91enne, quindi, ha deciso di dare il suo consenso all’intervento.

L’operazione è durata 3 ore e le condizioni del paziente sono apparse subito ottime. Il giorno dopo si è alzato e ha ripreso a mangiare. Il ricovero è durato complessivamente meno di una settimana.

“In letteratura – sottolinea ancora Grazi – sono riportati casi sporadici di interventi a questa età ma, visto l’allungamento della vita media, dovremo presto ampliare le casistiche di studio che in genere si fermano a 80 anni.”

Voglio rivolgere i complimenti all’equipe dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena per la riuscita dell’intervento chirurgico di asportazione di un tumore al fegato al signor Guido, paziente di 91 anni.

“Oramai questi non sono più casi isolati” ha commentato l’Assessore alla Sanità e l’Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato nel rivolgere i propri complimenti all’equipe operatoria. “L’intervento odierno – ha aggiunto – segue quello avvenuto qualche giorno fa all’Azienda ospedaliera San Camillo di Roma per l’asportazione di un tumore maxillo-facciale ad una donna di 100 anni. E’ la dimostrazione della qualità della nostra assistenza e dei progressi tecnologici nella chirurgia”.

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