Per il Presidente della Commissione Albo odontoiatri, Giuseppe Renzo, il terreno economico non è quello su cui il nostro Paese può giocare la sua partita, a causa del forte dislivello dei costi di esercizio
La Commissione Albo odontoiatri dell’Ordine dei Medici di Torino ha voluto fare chiarezza sul tema delle cure odontoiatriche all’estero e del cosiddetto turismo odontoiatrico, prendendo spunto da un articolo di giornale pubblicato il 29 dicembre che, a detta dell’Omceo, piuttosto che soffermarsi sull’analisi di un fenomeno culturale importante, sembrava “più interessato ad una comparazione di tariffe di prestazioni mediche, offrendo l’idea di un vero e proprio ‘paradiso del sorriso’ low cost e in tempi rapidi”.
Sulla questione del turismo odontoiatrico è intervenuto nelle scorse ore il presidente della CAO nazionale, Giuseppe Renzo, che ha voluto sottolineare il concetto secondo cui le cure odontoiatriche, che siano effettuate in Italia o all’estero, debbono avere due requisiti: la qualità e la sicurezza; aspetti che, in riferimento alle cure odontoiatriche offerte all’estero spesso non vengono approfonditi “focalizzandosi invece solo sulla convenienza economica”.
Per quanto riguarda il versante economico Renzo evidenzia come si tratti di un terreno sul quale “l’Italia non può giocare la sua partita, perché diversi sono i presupposti di partenza”. Nel nostro paese, infatti, “sono incomparabilmente maggiori i costi di gestione degli studi, per via della tassazione, degli stipendi del personale, della legislazione più restrittiva per l’apertura e il mantenimento”. Questo dislivello nei costi di esercizio porta a una differenza sui prezzi finali, tanto che, secondo il Presidente della CAO, si potrebbe quasi configurare una sorta di ‘concorrenza sleale’ da parte delle cliniche estere low cost.
“Non dobbiamo poi dimenticare – conclude Renzo – che, in Italia come all’estero, ci sono dei costi incomprimibili per impiegare materiali e strumentazioni di qualità. E il fatto che, nel nostro paese, ci siano dei costi incomprimibili più elevati che altrove è dimostrato dall’impossibilita del nostro Servizio Sanitario Nazionale di sostenere le spese per offrire gratuitamente le cure dentali a tutti i cittadini”.




