Giornata mondiale dell’udito 2019: l’attenzione è posta sull’importanza di identificare precocemente un’eventuale perdita

Ricorre oggi la Giornata mondiale dell’udito indetta dall’organizzazione mondiale della sanità per sensibilizzare su un problema che riguarda la popolazione anziana e non solo.
Lo slogan scelto per questa edizione “Controlla il tuo udito” (Check your hearing), pone l’attenzione sull’importanza di identificare precocemente un’eventuale perdita e intervenire in tempi brevi.
Molte sono infatti le persone che vivono con un abbassamento dell’udito non identificato mentre controllarsi è il primo passo per affrontare il problema.

World Hearing Day in Italia

In concomitanza con la Giornata mondiale dell’udito sono state organizzate in Italia diverse iniziative.
Il 28 febbraio scorso è stata organizzata una giornata di studio e tavoli di lavoro tematici.
I maggiori esperti di udito si sono poi confrontati – presso l’Auditorium del ministero della Salute – sulle gravi patologie del nostro orecchio, per mettere a punto strategie di sensibilizzazione e prevenzione.
Durante i lavori è stato sottoscritto il “Manifesto della prevenzione”, promosso dall’OMS. Il documento sarà consegnato a Ginevra, nella sede dell’Organizzazione.

Problemi di udito in Italia e nel mondo

I dati dell’OMS indicano che oltre il 5% della popolazione mondiale, circa 466 milioni di persone, ha una riduzione dell’udito che incide sulla qualità della vita e si stima che entro il 2050 oltre 900 milioni di persone (ovvero 1 su 10) avrà una perdita uditiva disabilitante.
In Italia le persone con problemi di udito sono 7 milioni, corrispondenti all’11,7% della popolazione. Nel nostro Paese l’ipoacusia riguarda una persona su tre (tra gli over 65).
Dagli ultimi dati disponibili in Passi d’Argento – sorveglianza di popolazione dell’Istituto superiore di sanità – riferiti al biennio 2016-2017, fra gli ultra 64enni residenti in Italia complessivamente il 20% riferisce un deficit dell’udito.
Il 5% supera questa difficoltà facendo ricorso all’apparecchio acustico, mentre il 14% non fa ricorso ad alcun ausilio.
Questa quota, che non sembra mostrare differenze di genere significative, aumenta all’avanzare dell’età e raggiunge il 45% fra gli ultra 84enni, ma tre quarti di loro non corregge questo difetto in alcun modo.
Nelle Regioni meridionali è maggiore la prevalenza di deficit uditivi (24% del Sud vs 16% del Nord) e minore il ricorso all’apparecchio acustico.
Il deficit uditivo è più frequente tra le persone con livello di istruzione più basso e condizioni economiche peggiori. 
La prevalenza di problemi nell’udito è più alta fra coloro che riferiscono molte difficoltà economiche rispetto a coloro che non ne hanno.
Fra primi solo 2 persone su 10 correggono il difetto con un apparecchio acustico, mentre fra le persone senza difficoltà economiche il ricorso all’apparecchio acustico riguarda 3 persone su 10
Fra le persone con basso livello di istruzione la prevalenza di deficit uditivo è più alta (25% ) rispetto a quanto si osserva fra le persone con titolo di studio più alto (14%); tuttavia il ricorso all’ausilio è meno frequente fra le persone meno istruite. 

L’importanza della prevenzione

La metà di tutti i casi di ipoacusia può essere prevenuta, attraverso misure di sanità pubblica. Per questo in occasione del World Hearing Day l’Oms auspica che i servizi per l’identificazione e l’intervento precoce su patologie all’orecchio siano resi disponibili attraverso il sistema sanitario.
Tutte le persone dovrebbero controllare di tanto in tanto l’udito. Ma solo il 31% della popolazione ha effettuato un controllo dell’udito negli ultimi 5 anni, mentre il 54% non l’ha mai fatto.
E’ invece necessario controllare l’udito periodicamente e soprattutto sopra i 50 anni. Controlli periodici devono poi essere effettuati da chi lavora in luoghi rumorosi, chi ascolta musica ad alto volume per lunghi periodi di tempo e da chi ha già problemi all’orecchio.

Barbara Zampini

 
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