Per la Cassazione tra utilizzazione e custodia di un bene sussiste una connessione biunivoca. Ma esistono delle eccezioni

La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 30941/2017, ha fornito chiarimenti in relazione alla responsabilità scaturente ex art. 2051 c.c. e alla relazione tra utilizzazione e custodia di un bene.

La norma disciplina il danno cagionato da cosa in custodia, stabilendo che ‘ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito’.

I Giudici di Piazza Cavour, tuttavia, hanno evidenziato come la disponibilità della cosa da parte dell’utilizzatore non fa sorgere necessariamente, in capo allo stesso, il dovere di custodia. Tale obbligo, infatti, può essere escluso per accordo tra le parti, o per la natura del rapporto, o ancora per la situazione di fatto determinatasi.

La mancanza di correlazione, tuttavia, deve essere provata da chi la contesta. In assenza di prove, la disponibilità della cosa in capo all’utilizzatore e gli obblighi di custodia sono biunivocamente connessi.

La pronuncia del Palazzaccio arriva in relazione alla controversia tra la conduttrice in leasing di un’unità immobiliare sotterranea e tre diversi condomini.

La donna aveva chiesto che le controparti fossero condannate all’esecuzione dei lavori di riparazione necessari in virtù delle infiltrazioni d’acqua provenienti dal cortile sovrastante. Il Tribunale aveva accolto l’istanza solamente in relazione a uno dei condomini interessati.

La Corte di Appello, tuttavia, accogliendo parzialmente il ricorso di quest’ultimo aveva limitato le somme da rimborsare per l’esecuzione dei lavori nella misura del 75%, da porre a carico del condominio. La restante veniva posta in capo alla conduttrice in leasing.

Il condominio ricorreva quindi per Cassazione lamentando che il Giudice di secondo grado lo aveva ritenuto responsabile esclusivo in quanto unico utilizzatore del cortile. La Suprema Corte ha quindi statuito, in base ai principi sopra enunciati, il ricorso del condomino doveva essere rigettato.

La responsabilità del condominio, per i giudici, si fonda infatti sia sull’obbligo di custodia e di manutenzione, sia sull’utilizzo dell’area. Di qui la colpevolezza per il degrado della pavimentazione del cortile, dovuto al transito veicolare, che avrebbe compromesso l’impermeabilizzazione sottostante.

Inoltre, in mancanza di prova relativamente alla scissione tra utilizzazione e custodia, la mera qualità di utilizzatore non può esimere il condominio da responsabilità.

 

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