L’Associazione precisa che l’iniziativa non è una presa di posizione contro i vaccini ma nasce dalla volontà di contrastare qualsiasi forma di censura e dare spazio a voci critiche
Dopo la furiosa polemica scatenata a fine settembre dall’iniziativa del senatore del GAL (Gruppo Autonomie Locali), Bartolomeo Pepe, di proiettare in una sala di Palazzo Madama la pellicola Vaxxed, il documentario realizzato da Andrew Wakefield che denuncia il presunto nesso tra il vaccino MPR (morbillo, parotite, rosolia) e autismo approda in alcune sale cinematografiche italiane.
La data di uscita è il 18 ottobre e per l’occasione il Codacons – che già all’indomani del blocco della proiezione al Senato, aveva duramente criticato l’intervento dissuasivo della seconda carica dello Stato, Piero Grasso, definendolo un brutto atto di censura e una violazione del diritto di opinione – ha annunciato di voler proiettare il film, in anteprima europea, presso il Cinema Quirinetta di Roma.
L’iniziativa, presa in accordo con la società di distribuzione Wanted Cinema, prevede a seguito della proiezione un dibattito tra “esperti del settore e medici”, al quale saranno presenti lo stesso Andrew Wakefield e il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. All’evento sono stati invitati a partecipare – secondo quanto comunicato dallo stesso Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori – i Presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin, l’Aifa, Farmindustria, Federfarma e il presidente della Festa del cinema di Roma.
L’associazione fa sapere che “ha deciso di rompere il muro di omertà e di censura che si è creato attorno al documentario che indaga sul possibile legame tra vaccino MPR e autismo” precisando che la “decisione di trasmettere l’anteprima europea di “Vaxxed: il film che non vogliono che tu veda” non è da interpretare come una critica ai vaccini o come suggerimento alle famiglie a non vaccinare i bambini, ma risponde unicamente all’esigenza di contrastare qualsiasi forma di censura e dare spazio anche a voci critiche”.




