La pellicola è diretta da Andrew Wakefield, ex medico anti-vaccinazione: nel 1998 pubblicò uno studio su Lancet in cui diceva di aver trovato un legame tra autismo e vaccinazioni, poi ritirato
“Vaxxed: Da Cover-Up to Catastrophe” non sarà proiettato al Tribeca Film Festival, la rassegna di cinema fondata, tra gli altri, da Robert De Niro.
Il controverso documentario in cui si parla del legame tra vaccini e autismo diretto da Andrew Wakefield – ex medico e ora attivista anti-vaccinazioni – aveva suscitato nei giorni scorsi molte polemiche, legate soprattutto alla figura del regista che, nel 1998 pubblicò uno studio su Lancet in cui diceva di aver trovato un legame tra autismo e vaccinazioni, poi ritrattato.
Quello del 1998, però, fu un caso di “accertata manipolazione dei dati scientifici”, ma, nonostante la ritrattazione (e l’accusa di frode da parte del General Medical Council a carico di Wakefield che fu rimosso dall’albo dei medici nel 2011), è proprio a partire da quello studio che si è sviluppata la dilagante paura dei vaccini.
Ora, con Vaxxed – pellicola girata con gli stilemi del documentario – il regista suggerisce ai genitori di non vaccinare i propri figli per morbillo, parotite e rosolia perché potrebbero essere legati all’autismo; ma c’è di più: il film sembrerebbe insinuare che esiste un “complotto” dei Centers for Disease Control and Prevention ai danni della popolazione perché gli scienziati sapevano che i vaccini potevano causare l’autismo.
Insomma, Wakefield nel suo Vaxxed ritorna sulle tesi che erano state al centro dello studio pubblicato su Lancet e rilancia persino. Ma quello che accadde dopo la diffusione del suo studio ormai è storia: non solo al sindrome individuata da Wakefield (l’enterocolite autistica) si rivelò inesistente, ma il Sunday Times, con un’inchiesta del 2004 accertò che proprio il medico aveva ricevuto la bellezza di 55mila sterline da un gruppo che cercava prove della pericolosità proprio del vaccino MPR (morbillo, parotite, rosolia) per una causa legale che aveva in corso.
Alla fine, nel 2010 la rivista Lancet ritirò lo studio (non rendendolo più disponibile ai lettori) e Wakefield venne rimosso dall’albo dei medici e ora non può più esercitare la professione.
Per approfondire:
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