Per la Commissione europea il nostro Paese avrebbe violato le norme che regolano i diritti dei passeggeri, offrendo voucher come unica forma di rimborso per i viaggi cancellati a causa del coronavirus

L’Italia è stata sottoposta a una doppia procedura di infrazione da parte dell’Unione europea per violazione delle norme che regolano i diritti dei passeggeri. La vicenda, nello specifico, è quella relativa ai rimborsi dei viaggi  cancellati a causa del coronavirus. 

La prima procedura, che riguarda anche la Grecia, si riferisce all’adozione di una legislazione nazionale che consente alle compagnie di offrire voucher come unica forma di rimborso. Ai sensi dei regolamenti UE sui diritti dei passeggeri di aerei e navi, infatti, questi ultimi hanno il diritto di scegliere tra il rimborso in denaro e altre forme di rimborso. Roma e Atene hanno ora due mesi per rispondere, altrimenti la Commissione potrebbe passare al parere motivato, la seconda fase della procedura di infrazione.

Il nostro Paese, inoltre, è finito nel mirino della Commissione UE, in compagnia di altri nove Stati membri, per le norme nazionali specifiche sui viaggi “tutto compreso” che consentono agli organizzatori di emettere voucher invece del rimborso in denaro per viaggi annullati, o di posticipare il rimborso ben oltre il periodo di 14 giorni, come stabilito nella direttiva sui viaggi tutto compreso.

Esultano le Associazioni a tutela dei consumatori.

“Era evidente fin dall’inizio – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori – che la normativa italiana, per quanto ritenuta impropriamente di applicazione necessaria, non poteva derogare a quella europea. Abbiamo scritto al ministro del Turismo fin dal 4 marzo, chiedendogli di rivedere questa regola assurda dei voucher, controproducente per le stesse agenzie di viaggio, visto che nessuno prenota le vacanze o un viaggio se poi, in caso di annullamento, non può riavere i soldi. Ma non c’è stato verso”. “Ora – aggiunge – vanno restituiti i soldi a tutti i consumatori o scatteranno azioni legali a raffica”.

“Se il governo non si adeguerà alle disposizioni dell’Ue – ammonisce invece Carlo Rienzi, presidente del Codacons – scatterà una class action contro lo Stato Italiano in favore di tutti i soggetti costretti ad accettare il voucher come unica forma di rimborso di voli e viaggi annullati”.

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