Virus Nilo: il Centro nazionale sangue ha disposto la sospensione per 28 giorni le donazioni di sangue, per chi è stato nelle aree colpite.
Un altro arbovirus di origine africana colpisce l’Italia, si tratta del virus Nilo, che si sviluppa nella stagione estivo-autunnale. Basta aver soggiornato nelle province colpite, per essere a rischio contagio. Tanto che il Centro nazionale sangue ha bloccato le donazioni di sangue e di emocomponenti, per i soggetti a rischio.
Il virus arriva dal Nilo Occidentale, ma in Italia è presente da diversi anni. Il contagio avverrebbe attraverso il morso delle zanzare, anche se l’uomo può essere contagiato solo “accidentalmente”. Il numero di contagiati più alto, nel nostro Paese, si registra in Pianura Padana. Ma il virus è stato rilevato in 22 province del Centro Nord, in particolare nel Lazio e in Sardegna.
Si tratta di: Reggio Emilia, Ravenna, Modena, Venezia, Rovigo, Brescia, Cremona, Bologna, Ferrara, Padova, Verona, Oristano, Mantova, Novara, Pavia, Milano, Piacenza, Lodi, Viterbo, Treviso, Vicenza, Livorno.
Il virus Nilo
Il virus può contagiare l’uomo e il cavallo. Nell’80% dei contagi l’uomo non presenta sintomi, nel 20% dei casi si hanno sintomi pseudo-influenzali. Ma nell’1% dei casi può causare una meningite o meningo encefalite. Rivelandosi più grave del virus Chikungunya.
Si tratta di un virus che viaggia nel sangue, fino ad arrivare al cervello e al midollo spinale, ed essere fatale. La sua prima diagnosi è avvenuta negli Stati Uniti, nel 1999. Ma arriva dall’Africa, e oggi, oltre all’America del Nord, interessa anche Australia, Asia ed Europa.
In Italia c’è stato un caso a Vicenza e uno nella provincia di Livorno. A Viterbo sono stati contagiati dei cavalli. Di fatto, il virus è trasportato dagli uccelli e, ogni anno, nel nostro Paese si registrano una decina di casi. Tuttavia, essendo la malattia in gran parte asintomatica, è bene stoppare le donazioni di sangue. Perché, di fatto, i casi sono molto più numerosi.
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