Assegno integrativo della pensione di reversibilità: come richiederlo

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Ecco come fare domanda per l’ assegno integrativo della pensione di reversibilità, che consiste in 50 euro extra mensili per vedovi e vedove

In cosa consiste l’ assegno integrativo della pensione di reversibilità di 52,91 euro mensili? Questo extra spetta, innanzitutto, a chi ha perso il coniuge e risulta inabile al lavoro.
L’ assegno integrativo della pensione di reversibilità, infatti, rientra nei c.d. “diritti inespressi”.
Esso può essere ottenuto a seguito della morte del partner, da parte dei coniugi “inabili al proficuo lavoro”.
Il novero di tali diritti comprende una serie di prestazioni che l’Inps riconosce solo a seguito di espressa richiesta dell’interessato.
L’ assegno integrativo della pensione di reversibilità si va ad aggiungere alla pensione di reversibilità spettante al vedovo o alla vedova, in caso di invalidità. Inoltre, è possibile anche ottenere il versamento degli arretrati non richiesti.
Tale misura è prevista non solo dalla legge (D.L. 13 marzo 1988, n. 69, convertito nella legge 153/88), ma anche dalla giurisprudenza (sentenza n. 7668/96).
Chi può beneficiarne?
A richiederlo, posso essere vedove e vedovi dei dipendenti pubblici e privati e titolari di pensione di reversibilità.

Questi devono però essere riconosciuti inabili a proficuo lavoro, ovvero risultare invalidi al 100%, titolari di pensione di accompagnamento o devono aver richiesto uno specifico certificato (SS5)

In quest’ultimo caso, chi non è invalido al 100% e neppure percepisce l’accompagnamento, potrà comunque chiedere al proprio medico di famiglia di certificare l’inabilità al proficuo lavoro.
A quel punto, dovrà inoltrare all’INPS il documento SS5 (atto legale che potrà costare fino a 50 euro).
L’importo dell’ assegno integrativo della pensione di reversibilità è variabile e correlato al reddito familiare.
Nello specifico, la somma è pari a 52,91 euro fino a 27.899,67 euro di reddito, mentre 19,59 euro di integrazione spettano a redditi da 27.899,68 fino a euro 31.296,62.
Per redditi che superino questo valore non è previsto alcun assegno.
Il riconoscimento dell’assegno è, tuttavia, retroattivo per cinque anni dal momento della domanda.

Questo significa che chi lo richiede potrà avere diritto a un plus di 600 euro annui, fino a un massimo di circa 3.400 euro di arretrati.

Come fare domanda per l’assegno integrativo?
Per richiederlo, occorre trasmettere telematicamente domanda all’INPS, anche tramite l’ausilio del Patronato.
Quest’ultimo provvederà gratuitamente all’inoltro delle istanze per le persone che non siano in grado di effettuarlo in autonomia.
Prima di inoltrare la richiesta, tuttavia, si invitano gli interessati a effettuare il “controllo della pensione” dal portale INPS o gratuitamente presso i patronati e i CAF presenti sul territorio.
In tal modo, sarà possibile accertare la corresponsione delle somme spettanti oppure verificare i limiti di reddito per avere diritto alle maggiorazione.
Sarà inoltre possibile richiedere i diritti inespressi.
Tra questi vi sono l’integrazione al trattamento minimo; lemaggiorazioni sociali della pensione e l’incremento; l’importo aggiuntivo dell’assegno pensionistico; la quattordicesima mensilità; le prestazioni a favore degli invalidi civili; l’assegno al nucleo familiare.
 
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2 Commenti

  1. Vorrei informare che nel sito INPS non esiste un modulo o certificato “SS5″ che è menzionato nell’articolo ma solo ” SS3″ che risulta essere genericamente unico standard come certificato di inabilità

  2. Il mio medico ha detto che è stato a tre patronati e e ognuno ha dato una versione diversa. Nessuno o sa niente di preciso e lui non conosce il certificato ss5 ma l’ss3

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