Caso di decesso sospetto per una donna morta sei giorni dopo un intervento in laparoscopia. L’operazione era stata rimandata da sette mesi
La procura di Palermo ha aperto un’indagine sul decesso di una donna, morta sei giorni dopo un intervento in laparoscopia all’ospedale Civico.
La paziente, Grazia Sinagra, 36 anni e mamma di due bambine, è morta sei giorni dopo un intervento effettuato nel reparto di Oncologia ginecologica dove era ricoverata per togliere alcune endometriosi tra ovaie e utero.
Secondo i familiari, che hanno presentato una denuncia ai carabinieri della stazione Oreto, il ritardo nel programmare l’intervento potrebbe aver causato le complicazioni che hanno portato al decesso di Grazia.
La donna, infatti, si sarebbe dovuta operare sette mesi fa. La patologia all’utero le era stata diagnosticata lo scorso marzo e in quell’occasione lo specialista le aveva consigliato di operarsi entro due mesi.
“Fin da subito abbiamo manifestato l’urgenza per l’intervento — spiega il marito Giuseppe Crivello nella denuncia — mia moglie stava sempre più male, ma il posto non c’era. Solo a fine ottobre si è liberato un posto”.
La donna è stata quindi operato dopo ben 7 mesi.
L’intervento è durato cinque ore e il chirurgo all’uscita dalla sala operatoria ha subito rassicurato i familiari sul buon esito dell’operazione. Non solo, ha anche specificato di essere riuscito a salvare le ovaie della donna.
“All’uscita i medici ci hanno tranquillizzato – afferma il marito – era andato tutto bene e il decorso post operatorio era normale. Ma mia moglie nel percorso dalla sala operatoria al reparto si lamentava e stava male”.
La donna è rientrata nella stanza, ma nell’arco di mezz’ora la situazione è precipitata.
La Sinagra, infatti, è andata in arresto cardiaco. Dopo essere stata sottoposta, invano a diversi tentativi di rianimazione, la donna ha lottato per sei giorni.
I medici l’hanno anche sottoposta a un secondo intervento per ridurre la pressione sanguigna nel cranio, senza miglioramenti. Il quadro clinico è peggiorato di ora in ora, fino a lunedì mattina quando è deceduta.
La procura ha aperto un fascicolo contro ignoti.
Il sostituto procuratore, Vincenzo Amico, ha intanto disposto il sequestro delle cartelle cliniche e oggi affiderà l’incarico di eseguire l’autopsia sul corpo della donna.
Al momento, la famiglia ha depositato un esposto in procura in cui chiede una consulenza tecnica per accertare se vi siano state eventuali negligenze, imprudenze o imperizia da parte dei medici.
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