L’obiettivo del nuovo Nomenclatore Odontoiatrico è assicurare livelli essenziali di qualità tramite l’impiego di materiali e strumentazioni adeguate
È in dirittura d’arrivo il Nomenclatore Odontoiatrico 2018. E’ stata infatti completata, in seguito a una riunione convocata dalla Commissione Albo Odontoiatri della Fnomceo, la revisione da parte del Gruppo di lavoro dedicato.
Quest’ultimo è composto dalla Cic (Comitato italiano di coordinamento delle società scientifiche in Odontostomatologia) – che materialmente sostiene la stesura del nomenclatore – affiancato dal Ministero della salute, dall’Accademia, dal Cenacolo Odontostomatologico Italiano e dai Sindacati Andi (Associazione nazionale dentisti italiani), Aio (Associazione italiana odontoiatri), Sumai (Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana) e Suso (Sindacato Unitario Specialità Ortodonzia).
“Obiettivo del nuovo Nomenclatore – afferma il Presidente della CAO nazionale, Raffaele Iandolo – è assicurare livelli essenziali di qualità tramite l’impiego di materiali e strumentazioni adeguate”. Il tutto “ rafforzando il rapporto di fiducia con il paziente e dimostrando la maturità della professione”.
“Il Nomenclatore – sottolinea Iandolo – diventa indispensabile anche per l’odontoiatria pubblica, per i fondi integrativi e per l’odontoiatria forense”.
Non appena completato, il Nomenclatore odontoiatrico 2018 sarà portato all’attenzione del Ministero della Salute nell’ottica di un possibile recepimento e adozione anche a livello ministeriale. Sarà inoltre condiviso con tutti gli stakeholders.
“Si tratta di un passaggio necessario e fondamentale – continua Iandolo – per giungere poi al Tariffario indicativo degli onorari delle prestazioni professionali odontoiatriche”. L’obiettivo è quello di “portare certezza e serenità nel rapporto tra il professionista e il paziente”.
La normativa ( Legge 27/2012) prevede peraltro, che la misura del compenso sia previamente resa nota al cliente con un preventivo di massima. Questa deve essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi. Il tutto tenendo conto della Legge n. 172/2017 sull’equo compenso. La disposizione estende il diritto all’equo compenso previsto per la professione forense, anche a tutti i rapporti di lavoro autonomi che interessano professionisti .
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