Accesso a medicina, FNOMCeO: perplessità su ipotesi riforma

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Per la Federazione dei camici bianchi, la proposta al vaglio della Camera sull’accesso a medicina rischia di mortificare le aspirazioni degli studenti

Una proposta che lascia “sostanzialmente perplessi, soprattutto per la parte relativa all’accesso a Medicina”. Così  il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, commenta l’ipotesi di riforma della formazione dei medici al vaglio della VII Commissione della Camera, “Cultura, Scienza, Istruzione”.

La revisione vedrebbe l’abolizione, già dal 2020, del test d’ingresso alla Facoltà di Medicina, sostituendolo con uno sbarramento al secondo anno. Una prospettiva, questa, che – secondo la Fnomceo  – rischia di mortificare le aspirazioni degli studenti.

“Non si possono imporre ai ragazzi – spiega Anelli –  scelte in qualche modo obbligate o che per loro potrebbero essere di ripiego. Quella del medico, del veterinario, del farmacista, dell’infermiere sono professioni peculiari e diverse, che richiedono ciascuna una specifica attitudine e ‘vocazione’ e non possono essere determinate da una graduatoria”.

Il presidente ribadisce quindi la linea della Federazione, ovvero che a ogni laurea debba corrispondere una borsa di specializzazione.

Un altro punto che non convince la FNOMCeO è quello relativo alla volontà di rimandare la selezione al primo anno, quando la bozza del provvedimento prevede l’introduzione di un percorso di preparazione e di orientamento alle superiori. “Non è più semplice – si chiede Anelli – valorizzare il percorso formativo liceale, facendolo diventare parte integrante della selezione, e le capacità mostrate dallo studente?”

“È indubbio – conclude il vertice della Federazione – che il test, per come è oggi strutturato, vada modificato, ma la soluzione non è procrastinare lo sbarramento. La soluzione, peraltro in parte prevista nella bozza, è stilare programmi sui quali far preparare i ragazzi, anche allargando a tutte le scuole secondarie il modello di Biomedicina che la Fnomceo e il Miur stanno portando avanti da anni e, soprattutto, rendere la formazione un unicum, dall’accesso alla specializzazione”.

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