L’Associazione del sistema Confindustria sottolinea la necessità di adottare modelli condivisi per assicurare ai pazienti maggiore qualità nell’assistenza ospedaliera
In Italia ogni anno dal 5 all’8 per cento dei pazienti ricoverati contrae un’infezione ospedaliera. Le infezioni ospedaliere provocano il decesso di circa 5-6mila persone; un’insidia che richiede una gestione preventiva e adeguata, come sottolinea Assobiomedica in occasione della Giornata mondiale sull’igiene delle mani, stimando peraltro risparmi di almeno 500 milioni di euro l’anno se si applicassero in Italia modelli, utilizzati in altri Paesi europei, per ridurre le infezioni correlate all’assistenza ospedaliera.
Per la Federazione di Confindustria, che rappresenta le imprese che forniscono alle strutture sanitarie italiane dispositivi medici, si tratta di un problema che potrebbe pesare fino a 1 miliardo di euro sulla sanità italiana, mentre il 20-30% di infezioni potrebbe essere evitato con l’attuazione di buone pratiche cliniche, come l’igiene delle mani, ma anche con l’utilizzo di tecnologie mediche appropriate e la messa a punto di adeguati meccanismi di controllo e di processo da parte degli operatori sanitari.
“La giornata mondiale sull’igiene delle mani – ha dichiarato Luigi Boggio, presidente di Assobiomedica – pone l’accento su un problema di dimensioni rilevanti, con un impatto potenzialmente devastante sul paziente e molto oneroso per le casse sanitarie. Il tema può sembrare banale mentre invece il corretto e costante lavaggio delle mani può davvero contribuire in larga parte a evitare il fenomeno delle infezioni ospedaliere. Per evitare una gestione tardiva delle infezioni e la resistenza alla terapia antibiotica – ha aggiunto Boggio – è sempre più urgente un approccio coordinato e preventivo tra reparti, ma anche tra strutture sanitarie, enti locali e centrali, volto ad avviare in maniera omogenea politiche sulla prevenzione dei rischi; formazione del personale sulle pratiche di controllo delle infezioni; utilizzo di metodiche e dispositivi appropriati per la pulizia, l’igiene e la disinfezione delle apparecchiature”.
A fronte dei tagli alla sanità, mettendo in atto una serie di buone pratiche si otterrebbero risparmi notevoli – circa 500mila euro a struttura sanitaria secondo le stime di Assobiomedica – e si garantirebbero ai pazienti livelli di sicurezza più elevati riducendo del 50% le infezioni nosocomiali.
“Le infezioni ospedaliere – conclude Boggio – giocano un ruolo di primo piano per la sicurezza del paziente e hanno un elevato impatto clinico ed economico, ma sarebbero evitabili con l’adozione di misure di provata efficacia. Sarebbe fondamentale promuovere un programma, insieme al ministero della Salute e alle Regioni, in cui le imprese del settore dei dispositivi medici potrebbero impegnarsi in iniziative di sensibilizzazione e di formazione del personale medico-sanitario”.



