La Corte di Cassazione conferma che l’incompletezza della cartella clinica, di per sé, non è sufficiente a dimostrare la colpa del Ministero della Salute per infezioni da sangue infetto. Per accertare la responsabilità è necessario provare violazioni specifiche delle regole di condotta e un nesso causale concreto tra tali inosservanze e il danno subito (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 23 dicembre 2025, n. 33813).
La vicenda
Il danneggiato deduce le violazione dal principio del neminem laedere, in quanto avrebbe omesso di valutare che, nella fattispecie, il Ministero della Salute, per univoca e conforme giurisprudenza, risponde “anche per il contagio degli altri due virus” già “a partire dalla data di conoscenza dell’epatite B”, trattandosi non già di “eventi autonomi e diversi”, ma solamente di “forme di manifestazioni patogene dello stesso evento lesivo dell’integrità fisica da virus veicolati dal sangue infetto…





