Il ddl contenente la normativa prevede nuove misure volte a tutelare le vittime e le loro famiglie tra cui il gratuito patrocinio dello Stato e il raddoppiamento dei termini di prescrizione dei processi

Obbligo di denuncia e di bonifica, esteso a tutti gli edifici, compresi quelli privati, per poter garantire una mappatura affidabile da parte di Regioni e Asl e l’obbligo di trasmissione da parte del medico e dell’Asl ai Centri operativi regionali (Cor) delle informazioni relative ai pazienti, in caso di accertamento della malattia, ai fini dell’inserimento nel registro tumori presso l’Inail (ReNaM).  Sono alcune delle principali novità introdotte dal Testo Unico sull’amianto, presentato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sugli infortuni sul lavoro e sulle malattie professionali.

Il provvedimento arriva a 24 anni di distanza dalla messa al bando della fibra killer che, stando ai dati dell’Associazione italiana di oncologia medica, continua ogni anno a mietere circa 3mila vittime. Il ddl che contiene il Testo Unico riordina e integra la complessa normativa sull’amianto con l’obiettivo di garantire efficacia all’azione legislativa e amministrativa, oltre che la certezza di giustizia alle vittime e alle loro famiglie.

Il testo prevede l’istituzione dell’Agenzia Nazionale Amianto, che avrà il potere di acquisire censimenti e piani regionali, coordinerà a livello nazionale la vigilanza e formerà personale ispettivo e tecnico per lo smaltimento e la bonifica.

Dal punto di vista giudiziario la proposta di normativa dispone il patrocinio a spese dello Stato per le vittime e i familiari, così da sostenerle nella costituzione di parte civile. Si prevede inoltre il raddoppiamento dei termini delle indagini preliminari e della prescrizione, mentre le testimonianze e le perizie, avendo le vittime un’aspettativa di vita ridotta, vengono anticipate nella fase di indagine.

Il ddl sarà ora assegnato alle commissioni competenti per poi passare alla discussioni in Aula. “Questo Testo unico, contenuto nel Ddl a mia prima firma – ha affermato  il presidente della Commissione di Palazzo Madama, Camilla Fabbri –  vuole essere un punto di partenza ed è a disposizione delle associazioni e di tutte le realtà per eventuali suggerimenti. Sono 128 articoli suddivisi in 8 titoli che toccano diverse materie: dall’ambiente alla sicurezza del lavoro, dallo sviluppo alla giustizia”.

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