Ai medici nove mesi di reclusione per concorso colposo in omicidio colposo. Risarcimento superiore ai 300mila euro per i familiari della vittima
Due chirurghi in forza nel 2010 all’ospedale di Borgotaro, in provincia di Parma, sono stati ritenuti responsabili nelle scorse ore di concorso colposo in omicidio colposo e condannati alla pena di dieci mesi di reclusione, sospesa con la condizionale.
La vicenda, riguarda la morte di un pensionato, allora 65enne, costretto a ricorrere a un intervento chirurgico a seguito di una caduta che gli aveva procurato un grosso ematoma sulla spalla, divenuto causa di forti dolori. L’uomo, dopo numerosi esami radiografici era stato ricoverato presso il nosocomio di Borgotaro dove si era deciso di intervenire chirurgicamente in quanto l’ematoma non poteva essere riassorbito.
Il 13 novembre 2010 il paziente era stato operato dal primario del reparto di ortopedia e da un altro chirurgo ortopedico, alla presenza di un altro giovane medico, ma nel corso dell’operazione qualcosa era andato storto; ci fu un abbondante sanguinamento che i medici cercarono in tutti i modi di interrompere, senza riuscire, tuttavia, a evitare il decesso del paziente.
L’autopsia aveva fatto emergere che nel corso dell’intervento alla spalla era stata forata l’arteria ascellare del pensionato, che fu colpito da una forte emorragia e morì per un arresto cardiocircolatorio dovuto allo sbalzo di pressione per la perdita di sangue.
I tre chirurghi presenti in sala operatoria vennero indagati per concorso colposo in omicidio colposo. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a nove mesi di reclusione solo per i due specialisti che avevano effettivamente operato l’uomo e l’assoluzione per il terzo medico che aveva solo assistito all’intervento.
La sentenza emessa dal Tribunale di Parma ha accolto tali istanze, mentre la famiglia del paziente ha ritirato la costituzione di parte civile accettando dalla Ausl, con cui la struttura è convenzionata, un risarcimento superiore a 300mila euro.
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