Accolto il ricorso dell’Inps contro la sentenza di condanna al pagamento dell’assegno di invalidità a un contribuente in seguito all’accertamento della sussistenza del requisito sanitario

Con l’ordinanza n. 17787/2020 la Cassazione si è pronunciata sul ricorso dell’Inps avvero la sentenza con cui il Tribunale di Trapani aveva condannato l’Ente previdenziale a erogare i ratei dell’assegno di invalidità a un contribuente, avendo ritenuto sussistenti i requisiti di legge per il godimento del beneficio all’esito del giudizio di merito conseguente all’accertamento tecnico preventivo, ex art. 445-bis c.p.c.

Nel ricorrere per cassazione l’Inps censurava la sentenza impugnata per avere pronunciato la condanna al pagamento del beneficio preteso anziché limitarsi ad accertare il requisito sanitario all’esito del ricorso che la parte privata aveva tempestivamente proposto, dopo la formulazione della dichiarazione di dissenso alle conclusioni di insussistenza del requisito sanitario cui era pervenuto il consulente tecnico d’ufficio.

La Suprema Corte ha effettivamente ritenuto di aderire al motivo di doglianza accogliendo il ricorso.

Gli Ermellini, in continuità con i precedenti della giurisprudenza di legittimità ha chiarito che nel giudizio previsto dall’art. 445-bis c.p.c., “il thema decidendum è incentrato sulla contestazione delle conclusioni del consulente tecnico e ha per oggetto l’accertamento del requisito sanitario richiesto dalla legge per il diritto ad una prestazione, previdenziale o assistenziale, impregiudicato, in futuro, l’accertamento, in sede amministrativa, dei restanti requisiti extrasanitari e, se contestati, in sede giudiziaria”.

L’ordinamento – proseguono dal Palazzaccio – ammette sentenze di condanna condizionata, allorquando l’evento condizionante sia realmente tale, quale fatto futuro ed incerto, e sussista interesse ad una pronuncia in tal senso; viceversa, stante l’obbligo generale del giudice di pronunciare su “tutta” la domanda (art. 112 c.p.c.), non è di regola ammesso che si chiuda il processo con l’accertamento solo di alcuni elementi della fattispecie costitutiva di un dato diritto, rimettendosi ad altro giudizio l’accertamento degli altri fatti costitutivi. Ciò a meno che, come è nel caso di cui all’art. 445-bis c.p.c., u.c., la pronuncia sia, per legge, destinata a riguardare solo un elemento della fattispecie costitutiva, il requisito sanitario per beneficiare di una prestazione previdenziale o assistenziale, sicché quanto in essa deciso non può contenere un’efficace declaratoria sul diritto alla prestazione, destinata a sopravvenire solo in esito ad ulteriori accertamenti, per quanto relativi a fatti antecedenti o concomitanti rispetto ad essa.

Nel caso in esame, il Tribunale aveva pronunciato condanna dell’ente previdenziale all’erogazione del beneficio, ritenute assertivamente esistenti tutte le condizioni di legge per il diritto al beneficio preteso, anziché limitarsi alla mera affermazione della sussistenza del requisito sanitario o al più condizionarne l’erogazione alla sussistenza degli altri requisiti extrasanitari. Da li la decisione di cassare, senza rinvio, la sentenza impugnata perché la causa relativa al requisito extrasanitario non poteva essere proposta.

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