Assunzione corticosteroidi, ricerca USA: maggior rischio sepsi e fratture

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L’assunzione, anche per brevi periodi, aumenterebbe le possibilità di complicazioni

Uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista settimanale Bmj (British medical journal) evidenzia l’associazione tra l’assunzione per brevi periodi di corticosteroidi orali e il maggior rischio di sepsi, fratture e tromboembolia venosa.
La ricerca, condotta da un gruppo di lavoro coordinato da Akbar Waljee, professore associato di medicina interna e gastroenterologia all’Università del Michigan, ha analizzato i dati relativi a 1,5 milioni di adulti statunitensi di età inferiore a 65 anni. Il 21% aveva ricevuto prescrizioni di corticosteroidi orali, in prevalenza prednisone, per meno di 30 giorni nel corso di un periodo di osservazione di 3 anni.
Dal lavoro è emerso che, nonostante tra le principali caratteristiche dei corticosteroidi ci sia un potente sollievo sintomatico da molte malattie a componente infiammatoria, l’uso a lungo termine di questi farmaci va evitato a causa del rischio di complicazioni tra cui fratture, infezioni, tromboembolia venosa e necrosi avascolare, senza dimenticare l’aumentata frequenza di malattie croniche come il diabete mellito, l’ipertensione, l’osteoporosi, e la sindrome di Cushing. Il rischio di complicazioni da uso di corticosteroidi per brevi periodi, invece, sarebbe molto meno chiaro.
“Dai nostri risultati – sottolineano gli autori – emerge che, rispetto ai non utilizzatori, chi ha usato corticosteroidi anche per poche settimane ha avuto una maggiore incidenza di sepsi, tromboembolia venosa e fratture, con tassi pari a 1,0 contro 1,8, 2,4 contro 4,6 e 14,3 contro 21,4 eventi per 1.000 anni-persona, rispettivamente”.
Un’ulteriore analisi svolta a riscontro dei risultati ottenuti ha confermato un aumento dell’incidenza di sepsi, tromboembolia venosa e fratture durante i primi 30 giorni di utilizzo dei corticosteroidi, rispetto al periodo prima dell’assunzione. “Questi dati, – conclude Waljee – particolarmente preoccupanti visto il gran numero di adulti esposti a brevi cicli di corticosteroidi orali, ci insegnano che i corticosteroidi hanno un rischio reale anche a breve termine e che per questo è necessario usarli solo a fronte di una reale indicazione medica”.
Fonte: Bmj. 2017. doi: 10.1136/bmj.j1415 www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28404617

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