Sulla scia di quanto avviene da tempo nel mondo anglosassone anche nel nostro Paese molti studi legali cominciano a prevedere del tempo da dedicare gratuitamente a chi ne ha più bisogno
E’ una prassi tipicamente anglosassone, ma ultimamente si sta diffondendo anche tra gli studi legali del nostro Paese. Lavorare gratuitamente o a condizioni vantaggiose a favore di chi si trova in difficoltà, soprattutto in un momento economicamente difficile come quello attuale.
Negli Stati Uniti prestare la propria consulenza ‘pro bono’ rappresenta addirittura una condizione fondamentale per l’abilitazione all’esercizio delle professione; inoltre il codice deontologico – ‘Model rules of professional conduct’ – prevede come obbligo per tutti gli avvocati lo svolgimento di almeno 50 ore annuali di attività a titolo gratuito a favore di chi ne ha bisogno.
In Italia non esiste alcun obbligo per gli studi legali riguardo allo svolgimento di azioni socialmente utili; a tutelare i meno abbienti c’è solo l’istituto del gratuito patrocinio. Chi si trova in determinate condizioni reddituali e non può permettersi di pagare un avvocato e le altre spese, qualora abbia la necessità di essere assistito in un processo civile, penale, tributario o amministrativo, può nominarne uno tra quelli iscritti ad un apposite liste senza doverlo pagare; l’onorario del legale, infatti, sarà compensato direttamente dallo Stato.
Come anticipato, tuttavia, sembra che qualcosa si stia muovendo anche nel Belpaese. Le motivazioni naturalmente non sono solo di natura puramente benefica; si tratta di attività da cui deriva anche un ritorno in termini di immagine, ma comunque sia sempre a vantaggio di chi si trova in situazioni particolarmente difficili.
Alcuni studi hanno iniziato a prevedere nella propria policy, sulla base di codici interni, che gli associati dedichino nell’arco di un determinato periodo un numero di ore ad attività socialmente utili. In alcuni casi tale attività sconfina addirittura all’estero, orientandosi verso Paesi in via di sviluppo, dove sussistono forti problematiche in materia di discriminazione, violazione dei diritti umani e violenza sulle donne.



