Ritardo diagnostico oncologico, confine tra perdita di chance e danno da perdita anticipata della vita

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Con una rilevante pronuncia, la Suprema Corte di Cassazione interviene in tema di colpa medica e ritardo diagnostico oncologico. L’ordinanza chiarisce l’equivoco concettuale tra il danno da perdita di chance e il danno diretto da anticipazione del decesso, ribadendo che la “chance” sussiste solo laddove vi sia un’incertezza eventistica insuperabile. Riconosciuta anche l’autonoma risarcibilità della lesione del diritto all’autodeterminazione del paziente (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 17 settembre 2025, n. 25480).

Il caso: la mancata refertazione e il ritardo diagnostico

La vicenda trae origine dalla drammatica storia clinica di un paziente, sottoposto nel marzo del 2010 a un esame bioptico nel reparto di gastroenterologia di un’Azienda Ospedaliera marchigiana. L’esito della biopsia, che già evidenziava una formazione tumorale maligna, non venne mai comunicato al paziente dal medico curante. Il tumore venne scoperto per caso oltre un anno e mezzo dopo, nell’ottobre 2011, in occasione di un intervento d’urgenza per un’occlusione intestinale, quando la malattia aveva ormai raggiunto il quarto stadio, portando il paziente al decesso.

La vedova ha convenuto in giudizio l’Azienda Ospedaliera e i sanitari, ottenendo in primo grado una condanna al risarcimento per…

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