Respinto il ricorso di un imputato, condannato per rapina e furto in concorso, che chiedeva il riconoscimento dei doppi benefici di legge

Era stato condannato in sede di merito per i reati di rapina aggravata in concorso e furto aggravato in concorso. In sede di appello la pena era stata rideterminata nella misura di una anno e dieci mesi di reclusione e cinquecento euro di multa, con la sospensione condizionale. Nel ricorrere per cassazione l’imputato, tramite il proprio legale, lamentava, tra gli altri motivi, l’eccessività della pena irrogata che non aveva tenuto conto della sua condizione di incensuratezza, oltre che dell’assenza di danni in capo alla vittima e dell’esiguità del fatto. Inoltre, eccepiva la mancata spiegazione delle ragioni del mancato riconoscimento dei doppi benefici di legge.

La Suprema Corte, con la sentenza n. 11992/2020 ha ritenuto la doglianza manifestamente infondata.

I Giudici Ermellini hanno sottolineato come i colleghi di merito, pur tenendo conto delle ammissioni rese, dell’incensuratezza del reo e del non elevato valore dei beni appresi, circostanze che avevano indotto a un ridimensionamento della pena, al riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche con giudizio di prevalenza e all’applicazione del beneficio della sospensione condizionale, non avessero potuto applicare al ricorrente una pena inferiore a quella comminata, avuto riguardo alla specifica gravità delle condotte, allo sprezzante atteggiamento prevaricatore nei confronti di un modesto lavoratore, picchiato e intimidito dall’inseguimento dello stesso imputato e di ben altri tre soggetti, e alla circostanza che “… pur avendo consumato la sera precedente la prima rapina, l’imputato si apprestava ad effettuarne una seconda unitamente ai correi, ritenendo di aver individuato una facile forma di approvvigionamento grazie al servizio a domicilio”, il che ne dimostrava “la pervicacia e non indifferente capacità aggressiva”.

La Cassazione ha poi spiegato che “è legittimo il diniego implicito di riconoscimento del beneficio della non menzione della condanna nel certificato del casellario giudiziale allorquando, pur in presenza di concessione del beneficio della sospensione condizionale della pena, mitigazione della stessa in grado di appello e riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche in giudizio di prevalenza rispetto alle circostanze aggravanti, quali conseguenze delle ammissioni rese, dell’incensuratezza e del non elevato valore dei beni oggetto del delitto di rapina, il giudice, al di là dell’eventuale genericità della richiesta difensiva, ritenga che il reo non possa usufruire di ulteriori benefici tenuto conto della gravità delle condotte e di ogni altro elemento di valutazione di cui all’art. 133 c.p.”.

La redazione giuridica

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