Ha riportato un trauma cranico la bimba napoletana caduta domenica scorsa in un tombino. Come ha dichiarato la mamma della piccola, Bianca, la cosa poteva finire molto male: “Ho avuto molta paura e prima di avere rassicurazioni dai medici ho temuto che la botta alla testa della piccolina potesse aver causato dei danni, non è possibile e non è ammissibile che le strade della nostra città abbiano questi pericoli a portata di mano senza neanche un minimo di messa in sicurezza”.

Qual è la procedura che dovrà seguire Bianca per essere risarcita?

La parola al nostro esperto

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I genitori della piccola dovranno richiedere il risarcimento dei danni da questa subiti al Comune di Napoli, chiedendo anche gli estremi di una eventuale copertura assicurativa e avendo cura di allegare i referti medici del pronto soccorso (o certificato di dimissioni e/o documentazione sanitaria equivalente). Sarà inoltre utile documentare con alcune fotografie l’insidia stradale e utile anche denunciare l’accaduto alle autorità (polizia locale). Una volta che la piccola sarà guarita sarà utile e necessario sottoporla ad accertamento medico legale di parte per poter poi quantificare i danni subiti direttamente al Comune o alla compagnia assicurativa da questi indicata o a eventuali soggetti terzi coobbligati (come la ditta addetta alla manutenzione). Ma attenzione non è la procedura che deve preoccupare, quanto l’opportunità di dimostrare effettivamente la responsabilità del Comune di Napoli nella causazione dell’evento. Mi spiego meglio. Per poter essere risarciti bisognerà in primis dimostrare il fatto storico. Ovvero si dovranno recuperare delle dichiarazioni di testi (soggetti terzi, le sole dichiarazioni dei genitori evidentemente non costituiscono una prova) oculari che potranno confermare l’accaduto. Successivamente si dovrà dimostrare la responsabilità del Comune. Non è sufficiente dimostrare che io sono caduto a causa di una buca. Dovrò provare che la buca era un’ insidia che aveva i requisiti di imprevedibilità e invisibilità. Ad esempio al momento dei fatti era piena di acqua piovana o ricoperta da fogliame caduto dagli alberi. Se invece l’evento avviene in pieno giorno e il dissesto stradale è ben visibile al centro del marciapiede, dovrà essere il pedone a dover prestare la massima attenzione ed evitare, con la propria diligenza, l’insidia.  Anche la familiarità con i luoghi potrebbe essere un esimente di responsabilità per la pubblica amministrazione. Quindi il caso andrà valutato con la massima attenzione prima di poter asserire che esiste un responsabile e di conseguenza l’opportunità di risarcimento.

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Dott. Umberto Coccia

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