Binge drinking: fenomeno sempre più preoccupante nei giovani

0

Gli ultimi dati disponibili sul binge drinking sono allarmanti. Ma che cos’è questo fenomeno e cosa spinge i giovani ad abbuffarsi di alcol?

Allarmanti i dati relativi al binge drinking evidenziati dalla relazione del Ministero della Salute al Parlamento sul consumo dell’alcol e problemi correlati.

Il fenomeno del binge drinking ha visto una preoccupante accelerazione negli ultimi anni.

Nel 2016 i giovani binge drinker sono il 17% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età, di cui il 21,8% maschi e l’11,7% femmine. Nel 2025 invece erano il 15,6% dei giovani tra i 18 e i 24 anni di età, di cui il 22,2% maschi e il 8,6% femmine.

Che cos’è il binge drinking?

Il termine è stato introdotto nella ricerca sociologica all’inizio degli anni 2000. Con l’espressione binge drinking, letteralmente abbuffata di alcol, si indica la circostanza in cui si consumano precise dosi di alcolici.

Secondo l’Osservatorio Nazionale Alcol corrisponde all’assunzione nella stessa occasione di oltre 6 Unità Alcoliche  (ossia 12 grammi di alcol puro) di una qualsiasi bevanda alcolica.

Diverse indagini dimostrano che questo fenomeno è – nella concezione di chi lo pratica i cosiddetti binge drinker e anche dei loro coetanei – come un’assunzione controllata.

A loro dire la finalità non è l’ubriachezza ma essere “brilli”. Non vogliono perdere le loro capacità percettive e di comprensione perché considerato deplorevole.

Vogliono invece essere in uno stato di ebbrezza con alterazioni dell’umore e dell’attività inibitoria, per essere più spensierati e godersi la serata.

Ubriachezza

Il binge drinking si distingue quindi dall’ubriachezza per modalità e intenti. Essere ubriachi è infatti una situazione occasionale nei giovani.

Una volta sperimentato la propria soglia tolleranza i giovani scelgono di portarsi ad un passo dal limite di sopportazione – il bere controllato appunto.

Controllano l’assunzione per evitare di subire i postumi di una sbornia, perdere il controllo su di sé e sulle relazione sociali.

L’ubriachezza fondamentalmente è vista negativamente mentre l’ebrezza e il binge drinking come un collante sociale.

Perché i giovani bevono?

Il bere non è visto dalla maggior parte dei giovani come un rifugio dai propri problemi. Nella loro idea il bere è l’essenza della convivialità. Bevono perché sono in compagnia o per festeggiare.

L’alcool mette al bando freni inibitori, timidezza e preoccupazione concedendo a chi ne fa uso il piacere di sentirsi disinibiti e protagonisti della vita sociale.

Esistono certamente anche casi i cui il bere ha connotazioni negative. Alcuni ragazzi – con problemi e disagi – lo fanno non per esaltare emozioni positive ma per affrontare quelle negative.

L’alcool diventa in questo caso il mezzo attraverso cui non pensare ai propri problemi e cercare di superarli o dimenticarli.

I luoghi in cui si consumano più alcolici sono i locali. Il fenomeno del binge drinking si registra prevalentemente nelle discoteche, la musica alta il ballo e il caldo sono infatti fattori che favoriscono il bere eccessivo.

Chi le frequenta arriva spesso con un tasso alcolico già alto perché spesso ha già consumato alcolici (pre-loading) per arrivare carico alla serata.

I giovani amano anche bere in luoghi pubblici, parchi, spiagge e pizza. Si compra tutti insieme dell’alcol in un supermercato e poi si beve all’aperto.

Nei più grandi invece il luogo privilegiato per il consumo sono le feste in casa, qui l’ubriachezza è la conseguenza spesso involontaria della convivialità.

Un problema trasversale

La situazione dei giovani resta la più preoccupante. Ma il consumo degli alcolici è un problema trasversale della nostra società, anche per retaggio culturale. Negli ultimi anni il panorama è però notevolmente cambiato.

Da sempre nel nostro paese il consumo è associato ai pasti. Ultimamente si registra però una riduzione del consumo durante i pasti e un progressivo aumento occasionale e fuori pasto.

I dati relativi al 2016 mostrano, infatti, una diminuzione rispetto all’anno precedente dei consumatori giornalieri, mentre cresce la quota dei consumatori occasionali di alcol (dal 42,2% del 2015 al 43,3% del 2016) e quella di coloro che bevono alcolici fuori dai pasti (nel 2014 erano il 26,9%, nel 2015 il 27,9%, nel 2016 risultano il 29,2%).

I dati in possesso confermano il trend di riduzione del consumo esclusivo di vino e birra a favore dell’affermazione di aperitivi, amari e superalcolici.

Aumento che si registra nei giovani e giovanissimi, ma in misura percentuale maggiore negli adulti oltre i 44 anni e negli anziani.

Come prevenire il binge drinking?

Il consumo e l’abuso di alcol non sono indici di uno stile di vita sano. Ancora una volta l’informazione e quindi la prevenzione sono fondamentali per salvaguardare la salute.

I giovani, insieme ad adolescenti e ultrasessantacinquenni, eccedono più frequentemente nel consumo di alcolici.

I genitori, insieme alle istituzioni, sono chiamati ad informare i giovani gli effetti nocivi dell’abuso di alcol affinché siano consapevoli dei rischi correlati, tra cui l’insorgenza di tumori.

In materia di prevenzione è importante che si veicoli il messaggio che l’alcol non è un collante sociale ma una droga a tutti gli effetti – secondo la classificazione Oms – che può portare a dipendenza.

È necessario istituire programmi formativi in cui si insegni ai giovani che ci si può divertire e stare bene in compagnia senza bisogno di “sballarsi” con l’alcol.

Le raccomandazioni del Ministero della salute

Da giovani l’alcol è pericoloso in quanto l’organismo non è ancora in grado di metabolizzarlo adeguatamente. Da grandi un consumo eccessivo può portare a gravi conseguenze di salute.

È bene quindi non eccedere nel consumo di alcolici in età adulta ed evitarlo del tutto in giovane età.

Il Ministero della salute raccomanda di non superare limiti ben precisi.

Una unità alcolica (12 grammi di alcol puro, in pratica un bicchiere di vino) per le donne adulte e gli over 65 e 2 unità alcoliche al giorno per gli uomini adulti.

 

Barbara Zampini

 

Leggi anche

VENDITA DI ALCOLICI A MINORI, IL GESTORE DEL BAR È SEMPRE RESPONSABILE?

ALCOL, AUMENTANO I CONSUMI IN ITALIA

CHI RIFIUTA DI SOTTOPORSI AD ALCOLTEST È PUNIBILE PER LEGGE?

 

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui