La Corte Costituzionale ha accolto il ricorso della Regione Emilia Romagna sul conflitto di attribuzione dell’OMCeO di Bologna in relazione al caso Venturi, l’Assessore radiato dall’albo per aver adottato proposto una delibera sulla possibilità di impiegare infermieri nelle ambulanze anche in assenza dei medici

La Corte costituzionale, riunita in camera di consiglio, ha accolto il ricorso con cui la Regione Emilia Romagna ha sollevato conflitto di attribuzione nei confronti dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Bologna in relazione al caso Venturi.

La Regione aveva impugnato la sanzione della radiazione dall’albo dei medici adottata dalla Commissione disciplinare dell’Ordine nei confronti del medico e assessore regionale alle politiche per la salute, perché aveva proposto e contribuito ad approvare una delibera della Giunta regionale sulla possibilità di impiegare infermieri nelle ambulanze anche in assenza dei medici. Delibera non gradita all’Ordine.

“La Corte – si legge in una nota stampa – ha deciso che non spettasse all’Ordine provinciale dei medici di Bologna adottare un provvedimento disciplinare nei confronti di un componente della Giunta regionale medico, per aver proposto e concorso ad approvare un atto politico-amministrativo regionale sgradito all’Ordine professionale. Così facendo, l’Ordine dei medici ha invaso la competenza assegnata alla Regione dagli articoli 117, terzo comma, e 118 della Costituzione, in materia di organizzazione sanitaria”.

“La Corte ha ritenuto che l’Ordine, nel sanzionare il medico/assessore, di fatto ha sindacato le scelte politico-amministrative della Giunta in materia di organizzazione dei servizi sanitari, su cui non ha alcuna competenza”.

“Da stasera – ha commentato Venturi ho di nuovo la conferma che il mio lavoro non meritava un provvedimento che aveva, in un colpo solo, cancellato tutti i sacrifici di chi mi aveva consentito, per primi i miei genitori, di poter portare a termine gli studi universitari”.

Soddisfatto della pronuncia anche il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. “Al di là dell’essere convinti dell’efficacia del nostro provvedimento – ha affermato il Governatore – abbiamo sempre avuto la convinzione che fosse grave l’invasione della sfera di autonomia costituzionalmente riservata alla Regione. La Corte ha ripristinato la legalità violata”.

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