La contestazione di infrazioni al Codice della Strada, costituendo principio generale, derogabile esclusivamente in pochi casi tassativamente previsti, deve essere effettuata immediatamente al trasgressore

La vicenda

Con ricorso depositato dinanzi al Giudice di Pace di Taranto, l’istante proponeva opposizione avverso l’ordinanza-ingiunzione con la quale gli era stata irrogata la sanzione di 848,00 euro oltre al ripristino dello stato dei luoghi, per la violazione degli artt. 15 lett. f-bis) e 3 bis CdS, poiché gli autocarri di sua proprietà, adibiti al trasporto rifiuti, insozzavano la strada pubblica (direzione di marcia Bari-Taranto) con perdita, dai veicoli in movimento, di percolato.

A sostegno della nullità dell’atto impugnato, l’opponente segnalava principalmente, la mancata contestazione immediata, che sosteneva possibile nel caso concreto, oltre che particolarmente utile stante la genericità del verbale di infrazione.

Dopo aver dichiarato l’ammissibilità del ricorso, perché proposto tempestivamente, il Giudice di Pace adito ha nel merito, rilevato che la contestazione immediata imposta dall’art. 201 C.d.S. “ha un rilievo essenziale per la correttezza del procedimento sanzionatorio e svolge funzione strumentale alla piena esplicazione del diritto di difesa del trasgressore e che la limitazione del diritto di conoscere subito l’entità dell’addebito può trovare giustificazione solo in presenza di motivi che la rendano impossibile”; questi ultimi “devono essere, pertanto, espressamente indicati nel verbale, pena l’illegittimità dell’accertamento e degli atti successivi del procedimento”.

Infatti, secondo l’insegnamento della Suprema Corte, la contestazione di infrazioni al Codice della Strada, costituendo principio generale, derogabile esclusivamente in pochi casi tassativamente previsti, deve essere effettuata immediatamente al trasgressore.

La contestazione differita è ammessa soltanto in casi eccezionali; essa deve, inoltre, essere notificata a mezzo posta e contenere l’espressa indicazione dei motivi dell’omessa contestazione immediata attraverso il riferimento, sia pure sommario, alle circostanze di tempo, di luogo e di fatto che hanno reso impossibile la contestazione immediata da parte dei verbalizzanti (Cass. n. 8837/2005).

La decisione

Ebbene, nel caso di specie, nei verbali di accertamento non vi era alcun riferimento alla ragione concreta per la quale non era stato possibile fermare i veicoli per procedere alla contestazione immediata delle infrazioni rilevate.

Il ricorso è stato, perciò, accolto e annullata l’ordinanza ingiunzione e tutti gli atti alla stessa dipendenti.

La redazione giuridica

Leggi anche:

MULTA ANNULLATA SE MANCA IL DECRETO PREFETTIZIO DI AUTORIZZAZIONE

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui