Non si tratta di una ritardata diagnosi di infarto miocardico ma di un “errore” in elezione oltre che di un imprudente tentativo di cura di una sindrome similepilettica in paziente con un quadro di comorbilità importante.

Se la catena causale fosse stata interrotta anche nel secondo “Step” terapeutico sarebbero state certamente superiori le chance di sopravvivenza della paziente. Una saggia valutazione della crisi simil-epilettica della paziente (sembra addirittura da diagnosi infermieristica) avrebbe verosimilmente evitato la cascata causale dei fatti morbigeni che hanno causato una MOF e il conseguente decesso. Prima di invitare i lettori alla lettura del file pdf allegato di seguito, si riepilogano gli errori di gestione sanitaria:

  1. Inadeguata gestione della paziente durante la crisi ipossica legata all’impropria somministrazione di EV di Diazepam (in considerazione del tipo di paziente) con verosimile eccessivo assorbimento e conseguente grave insufficienza respiratoria e successiva sindrome ipocinetica;
  2. Unica procedura di debridment della ferita, a 1 mese di distanza dal trauma e dalla comparsa dei segni evidenti dell’infezione in atto;
  3. Numerose terapie antibiotiche somministrate empiricamente; solo in due occasioni infatti si basavano sul risultato di un antibiogramma. Ovviamente, per quanto fossero corrette per durata e posologia, non sarebbero mai state efficaci se prima non fosse stato risolto il focolaio infetto;
  4. Nessun trattamento in terapia iperbarica;
  5. Dato il fallimento terapeutico, non veniva ipotizzato il trasferimento della paziente in altra Struttura più adeguata al trattamento del caso.

Dottor Carmelo Galipò

Scarica il file della relazione peritale:

Relazione medico legale di parte del caso B.M.C.

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