Concorrente responsabilità nello scontro tra camion e autoveicolo (Cassazione civile, sez. VI, 27/05/2022, n.17229).

Concorrente responsabilità nella causazione del sinistro stradale tra autoveicolo e camion.

La Corte d’Appello di Genova confermava la decisione di primo grado, premessa la concorrente responsabilità dei due conducenti coinvolti nel sinistro,  in parziale accoglimento della domanda proposta dal conducente del veicolo, ha condannato l’Assicurazione e il conducente del camion al risarcimento dei danni dallo stesso subiti per effetto del sinistro.

Nello specifico, la Corte ha evidenziato la correttezza della decisione del primo Giudice nella parte in cui aveva ricostruito le modalità dello scontro tra automobile e camion e l’attribuzione della relativa concorrente responsabilità di entrambi i conducenti.

Il conducente del veicolo impugna la decisione in Cassazione dolendosi della nullità della sentenza per avere la Corte territoriale dettato, a fondamento della decisione assunta, una motivazione totalmente inadeguata e sostanzialmente apparente con particolare riferimento al riconoscimento della concorrente responsabilità nella causazione del sinistro, in contrasto con il significato proprio delle evidenze probatorie complessivamente acquisite al giudizio.

La censura è infondata.

La motivazione  della Corte territoriale è, non solo esistente, ma anche articolata in modo tale da permettere di ricostruirne e comprenderne agevolmente il percorso logico, avendo i Giudici dato conto, in termini lineari e logicamente coerenti, dei contenuti ascrivibili alle fonti di prova esaminate e del grado della relativa attendibilità sulla base di criteri interpretativi e valutativi dotati di piena ragionevolezza e congruità logica.

Nello specifico, i Giudici d’Appello hanno sottolineato il valore significativo degli elementi presuntivi rinvenibili dalle evidenze probatorie complessivamente acquisite, e ne hanno coerentemente tratto la conseguenza dell’effettiva sottrazione, da parte del conducente del veicolo al dovere di uniformare il proprio comportamento stradale alle norme prudenziali imposte dalle circostanze concrete contestualmente descritte, addivenendo così alla concorrente responsabilità.

Il ragionamento dei Giudici è lineare e comprensibile, elaborato nel pieno rispetto dei canoni di correttezza giuridica e di congruità logica, come tale del tutto idoneo a sottrarsi alle censure del ricorrente.

Con il secondo motivo, il ricorrente censura la sentenza impugnata per violazione dell’art. 116 c.p.c. e degli artt. 2729, 2054 e 1227 c.c., per avere la Corte erroneamente applicato il valore probatorio delle presunzioni, ricostruendo erroneamente la dinamica del sinistro e i presupposti della concorrente responsabilità.

Anche questa censura è infondata.

Il ricorrente allega un’erronea ricognizione della fattispecie concreta a mezzo delle risultanze di causa che dimostrerebbero la responsabilità di quest’ultimo.

Tale operazione riguarda la tipica valutazione del Giudice di merito, la cui censura è possibile, in sede di legittimità, unicamente sotto l’aspetto del vizio di motivazione.

La valutazione delle circostanze di fatto indicate dalla Corte territoriale a fondamento del ragionamento probatorio in concreto eseguito (secondo il meccanismo presuntivo di cui all’art. 2729 c.c.) non può in alcun modo considerarsi fondata su indici privi, ictu oculi, di quella minima capacità rappresentativa suscettibile di giustificare l’apprezzamento ricostruttivo posto a fondamento del ragionamento probatorio argomentato in sentenza, che sfocia nella concorrente responsabilità di entrambi i conducenti.

Non è consentito alla parte censurare come violazione di norma di diritto, e non come vizio di motivazione, un errore in cui si assume che sia incorso il Giudice di merito nella ricostruzione di un fatto giuridicamente rilevante sul quale la sentenza doveva pronunciarsi.

Il ricorso viene rigettato.

Avv. Emanuela Foligno

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