Controlli periodici all’etilometro: il parere del Tribunale di Belluno

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Secondo i giudici, eventuali ritardi nei controlli periodici sullo strumento ne comportano l’inutilizzabilità. Sarà inoltre necessaria una nuova verifica primitiva.

Cosa accade se non vengono rispettate le scadenze dei controlli periodici sull’etilometro? Lo strumento è comunque utilizzabile? A queste domande ha risposto il Tribunale di Belluno con la pronuncia numero 288/2018.

Per i giudici, infatti, il ritardo della visita periodica comporta l’inutilizzabilità dello strumento. Inoltre, sarà necessaria una nuova verifica primitiva.

La vicenda

Nel caso di specie, l’etilometro con il quale era stato accertato lo stato di ebbrezza del conducente non era stato sottoposto a verifica né nel 2003 né nel 2013. Non solo.

Tutte le altre visite erano avvenute con significativo ritardo.

Per tale ragione, per il giudice tale apparecchio deve essere considerato inaffidabile. Ne consegue che i tassi alcolemici con lo stesso accertati non possono essere utilizzati. L’imputato, pertanto, è stato assolto perché il fatto non sussiste.

La sentenza ha infatti precisato a quali controlli periodici devono sottostare gli etilometri utilizzati dagli agenti accertatori.

Infatti, occorre che gli strumenti – prima di essere impiegati – vengano sottoposti a una visita primitiva.

Dopodiché, gli etilometri devono essere soggetti a dei controlli periodici.

Questi vanno eseguiti ogni anno. Oppure, dopo ogni intervento di manutenzione e riparazione.

Le date e gli esiti di tali controlli devono obbligatoriamente essere indicati nel libretto metrologico.

Ciò consentirà una celere verifica della loro esecuzione, della loro regolarità e della loro tempestività.

Proprio per garantire il corretto funzionamento degli etilometri, la conseguenza del ritardo nell’esecuzione dei controlli periodici è quella della sua irregolarità.

Non è tutto, però.

In caso di verifica periodica tardiva lo strumento dovrà essere ritirato. Oppure, dovrà essere sottoposto a nuova verifica primitiva di collaudo.

Quest’ultima è caratterizzata da un numero maggiore di prove rispetto a quello in cui si articola la visita periodica ordinaria.

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